Fase finale Progetto di Storia contemporanea

Entra nella fase finale la 37° edizione del Progetto di Storia contemporanea, la cerimonia di premiazione si svolgerà a Torino presso la sede del Consiglio regionale

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Entra nella fase finale la 37° edizione del Progetto di Storia contemporanea, avviatosi nel 1981 e bandito dal Comitato Resistenza e Costituzione in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale.

Completate le istruttorie sui lavori realizzati da studentesse e studenti, coordinati dai loro insegnanti (sono state coinvolti quest’anno 830 ragazze e ragazzi – divisi in gruppi da cinque –  di 53 scuole secondarie ed enti di formazione professionale di tutte le province piemontesi) si passerà ora alla valutazione finale che verrà effettuata da un’apposita commissione regionale, composta da docenti ed esperti di storia contemporanea degli Istituti storici del Piemonte.

Questi ultimi provvederanno a selezionare gli elaborati pervenuti, formulando la graduatoria di merito e individuando i 25 gruppi vincitori.

Gli studenti e le studentesse premiati parteciperanno, entro la fine dell’anno scolastico, accompagnati dai loro insegnanti, ai viaggi di studio che avranno come meta la Germania ( Berlino e i campi di Ravensbruck e Sachsenhausen), l’Austria (i campi di Mauthausen e Gusen) e Trieste (la Risiera di San Sabba e la Foiba di Basovizza).

Anche in questa edizione sono stati tre i temi di ricerca:  il 70° anniversario della Costituzione Italiana, entrata in vigore il 1 gennaio 1948 dopo 18 mesi di lavoro dai 556 costituenti eletti con il referendum del 2 giugno 1946 ( scelta dal 23,5% dei partecipanti)   la guerra di Spagna che, dal 1936 al 1939, prefigurò il secondo conflitto mondiale, con il suo carattere di “guerra totale” (preferita dal 53,5% degli studenti) e infine, la lezione culturale e morale di don Lorenzo Milani, maestro della scuola di Barbiana, la piccola frazione di Vicchio, paesino toscano nella valle del Mugello, divenuta famosa dopo la pubblicazione, nel maggio 1967, della rivoluzionaria “Lettera ad una professoressa” (indicata dal 23 % delle ragazze e dei ragazzi).

“Lo studio della storia è importante – commenta il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti, delegato al Comitato – non solo per prendere un bel voto ma perché la storia, come afferma  un detto latino, è maestra di vita.Conoscere la storia, quindi il nostro passato, ci fa più ricchi, consci e responsabili. Il ruolo della scuola è importantissimo così come lo sono iniziative come la nostra che, in questi 37 anni, ha coinvolto decine di migliaia di studenti e insegnanti in un lavoro che non ha eguali in Italia per qualità, diffusione, profondità nell’approccio ai temi della storia contemporanea. Un lavoro che ci rende particolarmente orgogliosi”.

Redazione

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