Ricercatori: 32 assegnati all’Università di Perugia, è nella top ten

L'Ateneo perugino è decimo nella graduatoria. I posti di ricercatore sono di tipo 'B' e sono stati decisi dal ministero dell'Istruzione

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L’Università degli Studi di Perugia entra di prepotenza nella top ten italiana nell’assegnazione e nel finanziamento, da parte del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, dei posti di ricercatore di tipo ‘B’. L’Ateneo perugino si piazza proprio al decimo posto di questa speciale graduatoria.

In totale, sono 32 i posti spettanti all’Università perugina dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca; 12 di questi sono stati assegnati ai sei dipartimenti che, pur avendo i requisiti per la selezione, non sono risultati beneficiari del finanziamento ministeriale per l’eccellenza.

Un altro riconoscimento arriva dunque per l’Ateneo umbro, che testimonia il grande impegno dell’Università perugina nel portare avanti l’obiettivo di riequilibrare la presenza di giovani ricercatori, nonché di valorizzare la qualità dei livelli di ricerca delle diverse aree disciplinari e di individuare specifiche aree strategiche della ricerca scientifica e tecnologica.

I ricercatori di tipo B sono chiamati anche senior. Hanno contratti triennali non rinnovabili, esclusivamente a regine di tempo pieno. Possono accedere a questi posti solo i ricercatori che hanno già usufruito per almeno tre anni di contratto di tipo A. I ricercatori che fruiscono di contratto di tipo B, e che abbiano conseguito l’abilitazione scientifica nazionale, verranno valutati da una Commissione appositamente nominata dall’Ateneo nel terzo anno di contratto e, in caso di valutazione positiva, saranno inquadrati come professori associati.

Alessandro Pignatelli

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