Materiali e oggetti a contatto con gli alimenti: comunicazione entro il 31 luglio

La comunicazione delle aziende va fatta al Suap, che poi la inoltra all'Autorità Sanitaria. Info e consulenza da Confcommercio Umbria

La sigla è Moca, ossia Materiali e oggetti a contatto con gli alimenti, aspetto importantissimo della sicurezza alimentare, ma poco considerato. Chi effettua la produzione, chi ne ha il deposito, li trasforma e li distribuisce all’ingrosso, ha l’obbligo di comunicarlo all’autorità sanitaria competente per territorio.

Lo ricorda Confcommercio Umbria a tutti i suoi associati. L’obbligo di comunicazione permetterà di creare un database nel settore dei Moca e le autorità sanitarie potranno così svolgere attività di controllo ufficiale degli stessi. A essere interessati da questa normativa sono produttori, operatori della distribuzione all’ingrosso di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti. Che si possono riassumere in questo modo: utensili da cucina e da tavola, stoviglie, pentole, posate, piatti, bicchieri, spatole, palette, cucchiaini, imballaggi e materiali da imballaggio (pellicole, fogli, imballaggi vari, sacchetti, tappi, supporti metallici, film e pellicole di confezionamento).

E poi ancora: imballaggi e contenitori di plastica, recipienti e contenitori (coppe, vassoi, vaschette, secchi), macchinari e impianti industriali, macchinari e attrezzature per la trasformazione degli alimenti.

Confcommercio regionale ricorda che la scadenza per dare questa comunicazione è il 31 luglio. Per le nuove imprese, la comunicazione va fatta contestualmente all’inizio dell’attività. Ogni azienda deve inoltre essere dotata di un protocollo di autocontrollo del processo produttivo degli oggetti sopra indicati, in modo da garantire sempre tracciabilità e rintracciabilità. La comunicazione, una per ogni sede operativa gestita, va inoltrata al Suap competente per territorio, in riferimento alla sede operativa dello stabilimento. Lo sportello invierà poi il tutto all’Autorità sanitaria.

Le sanzioni per chi non adempie all’obbligo di comunicazione vanno da 1.500 a 9 mila euro. Per informazioni e consulenza, ci si può rivolgere al Servizio Ambiente Seac Confcommercio Umbria, nella persona di Amanda Calisti, telefono 075/506711, oppure a.calisti@confcommercio.umbria.it.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.