Narni, la nuova tassa di soggiorno. “No” della ConfCommercio.

La Federalberghi dell’Umbria critica il comune di Narni che ha istituito un nuovo balzello

Hanno innescato la polemica a qualche dalle elezioni ma a quelli della ConfCommercio, anzi il settore della Federalberghi, non è andato giù che il Comune di Narni abbia messo una tassa di soggiorno dopo una quarantina d’anni. Ed hanno preso carta e penna per far sapere la loro opinione, adoperando parole forti. Le imprese aderenti a Federalberghi della provincia di Terni Confcommercio manifestano forte contrarietà nei confronti di un provvedimento che aumenterà i già pesanti problemi delle imprese e dichiarano il loro sconcerto nei confronti del comportamento degli amministratori locali, che prima hanno fatto intravedere una apertura al confronto nel merito e poi hanno deciso senza tenere conto delle solide argomentazioni presentate dalle imprese.
Imprese ricettive che già a Narni hanno i loro problemi, visti i numeri relativi al movimento turistico. Sorprende leggere che il Comune dichiari Narni una “importante meta del turismo nazionale ed internazionale”, portando a sostegno i dati delle “presenze rilevate nel corso del 2017”. Peccato che questi dati, come dimostra la rilevazione ufficiale della Regione Umbria, siano pesantemente negativi: -2,50% per gli arrivi rispetto all’anno precedente e -5,22% per le presenze, appunto.

Imprese ricettive che a Narni scontano anche la concorrenza sleale del sommerso turistico. Federalberghi stima che nel territorio operino almeno 65 appartamenti locati ad uso turistico, facilmente identificabili sul web, come tra l’altro obbliga i Comuni a fare la nuova legge regionale del turismo.
Se a questa bella fetta di sommerso si applicassero le stesse regole delle imprese ricettive, ad esempio per la Tari, entrerebbero nelle casse del Comune quelle risorse che il Comune vuole intercettare con l’imposta di soggiorno.
L’applicazione dell’imposta di soggiorno, che non è stata invece introdotta a Terni e nei Comuni limitrofi, rischia inoltre di far perdere a Narni una parte delle presenze che derivano da due leve primarie per il territorio: il turismo business e il turismo dei gruppi organizzati per eventi sportivi.
Entrambe queste componenti del turismo narnese sono sensibilissime anche a piccole variazioni di budget, e non avrebbero difficoltà a spostarsi presso la vicina Terni se fosse più conveniente.
Ci sono tutte le condizioni, continua ad affermare Federalberghi, per ritenere del tutto inopportuna l’introduzione dell’imposta di soggiorno a Narni, in un momento dell’anno, peraltro, in cui le imprese hanno già effettuato programmazione, il “turismo business” e il “turismo dei gruppi organizzati per eventi sportivi”, due obiettivi che erano stati ricercati anni fa ma che poi sono passati nel dimenticatoio.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”