Turismo in Umbria: Unioncamere, cala numero imprese

L'Umbria è l'unica regione, insieme al Trentino Alto Adige, che ha visto calare il peso del settore turistico sul totale delle imprese

L’Umbria è 15esima tra le regioni italiane per peso del settore turistico sul totale delle imprese. Lo rileva Unioncamere Umbria: “Nel 2017 c’è stato un calo dello 0,4% (unica regione insieme al Trentino Alto Adige”. A pesare sono stati gli effetti del terremoto.

Ci sono 7.361 sedi d’impresa, in Umbria, al 31 dicembre 2017, impegnate nel settore turistico allargato (che comprende ricettività, ristorazione, agenzie di viaggio, noleggio di mezzi di trasporto, trasporto di passeggeri, attività ricreative e culturali, parchi naturali e centri di benessere); di queste, l’84,2% è attiva (6.196), il 76,2% si trova in provincia di Perugia, il 23,8% nel ternano. Rispetto al 2016, si contano 27 aziende in meno. Pure in Trentino Alto Adige c’è stato un calo, dello 0,2%, a livello nazionale c’è stato un aumento dell’1,9%, in linea con quello dell’Italia centrale (+1,8%).

L’Umbria ha un’incidenza sul totale delle imprese del 7,8%. Le difficoltà che sono costate care alla regione si registrano in particolare nel Ternano. A livello provinciale, il macro settore della ristorazione vede la chiusura di 61 imprese (-4,2%) contro una crescita dello 0,9% nel Perugino (+38 sedi). Il settore dei servizi al turista (trasporti, noleggio, agenzie viaggio, musei, parchi) vede una minore incidenza dell’Umbria rispetto alle percentuali nazionali e centrali: ci si ferma all’11,1% contro il 16,8% dell’Italia Centrale e il 14,4% dell’Italia.

Giorgio Mencaroni, presidente di Unioncamere Umbria, dice: “Occorre riprogettare l’esperienza turistica all’interno di una pianificazione strategica del turismo stesso integrando risorse, territori, temi, processi produttivi e soggetti del sistema del turismo. Lo sviluppo dei Servizi al turista è strategico per accrescere l’attrazione e la competitività turistica che oggi più che mai dipende dalla capacità di integrare la fruizione sostenibile di risorse diverse”.

Tornando ai dati, i servizi di alloggio e di ristorazione, in Umbria, pesano maggiormente di quanto accade in Italia e in Italia centrale: 11% in Italia, 12,1% nel Centro, 13,3% in Umbria. I servizi di ristorazione rappresentano in Italia il 74,6% del totale settore, il 71,2% in Italia centrale il 75,6% in Umbria, il 79% a Terni e provincia.

Infine, lo studio mostra la diversa dinamica dei comprensori turistici regionali e la loro vocazione imprenditoriale nel turismo. Emergono le difficoltà di Terni (-4,4%), Orvietano (-2%), Eugebino (-1,6%), mentre emerge la maggiore propensione imprenditoriale di Valnerina e Assisano rispetto al dato regionale (1%), in linea con quello nazionale. Gli addetti ai servizi dedicati ai turisti, al 31 dicembre 2017, in Umbria sono 26.841, il 9,5% del totale addetti delle imprese registrate (285.520). Il settore turistico in Umbria incide per il 2,5% sul valore della produzione totale (2,9% in Italia, 3% in Centro); per il 3,1% sul valore aggiunto complessivo della Regione, di molto sotto il 10,6% nazionale (4,3% in Italia centrale).

Alessandro Pignatelli

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