Coldiretti Umbria: iniziata raccolta firme per #stopcibofalso

"Mobilitazione popolare nei confronti dell'Ue per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l'economia e difendere l'agricoltura italiana"

E’ iniziata, anche in Umbria, la raccolta firme sulla petizione Coldiretti #stopcibofalso, per chiedere al Parlamento europeo che i consumatori possano conoscere da dove arriva il cibo che mettono in tavola.

Dice Coldiretti: “Si tratta di una mobilitazione popolare nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, bloccare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana. A rischio fake, nel carrello della spesa infatti, un prodotto alimentare su quattro, che non riporta obbligatoriamente l’origine in etichetta, dai salumi alle marmellate, dal ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane, fino al latte in polvere per bambini”.

Continua Coldiretti: “Nonostante i passi in avanti, permangono ancora ampie zone d’ombra e, ogni giorno, rischiano di finire nel piatto alimenti di bassa qualità e origine incerta che mettono a rischio la salute, come dimostrano i ripetuti allarmi alimentari che si propagano rapidamente a livello planetario per la mancanza di trasparenza: dall’ultimo caso del latte in polvere francese alla salmonella per i bambini, alla carne di cavallo per vitello nei ragù”.

Nove italiani su dieci ritengono importante, per la loro sicurezza alimentare, conoscere da dove arriva il cibo che mangiano: questo dice la consultazione online del ministero delle Politiche Agricole. “La raccolta firme rivolta al presidente del Parlamento Europeo è stata avviata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni farmers’ market d’Italia e online sui siti www.coldiretti.it e www.campagnamica.it”. Sono previste pure iniziative lungo tutta la penisola. Le firme vengono raccolte in ogni ufficio zone della Coldiretti Umbria.

“L’indicazione di origine – chiude Coldiretti – permette di contrastare quelle imitazioni che ogni anno sottraggono 60 miliardi di euro all’economia dell’Italia, consente di prevenire le falsificazioni e le pratiche commerciali sleali che danneggiano la nostra economia, rafforza la lotta alle agromafie e la difesa contro le grandi multinazionali del cibo che hanno interesse a occultare l’origine delle materie prime”. L’obiettivo, a livello europeo, è estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti dopo che l’Italia, affiancata anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania, ha già adottato decreti nazionali per disciplinarlo in alcuni prodotti come latte e derivati, gran nella pasta e riso.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.