Ospedale di Terni: Visual Hospital e Centro di Ascolto Disabilità

Due nuovi servizi, il primo è già attivo e in fase sperimentale, il secondo a regime dal 22 febbraio. Ecco come funzionano e a cosa servono

All’ospedale Santa Maria di Terni, dallo scorso 5 febbraio, è arrivato in fase sperimentale il Visual Hospital, ossia un software di gestione per ottimizzare il flusso di pazienti. La novità è stata presentata in conferenza stampa, insieme al Centro di Ascolto Disabilità.

A parlare il direttore generale dell’Azienda, Maurizio Del Maso, il direttore sanitario, Sandro Fratini, e Agnese Bersacchi, responsabile del servizio delle infermiere, oltre al presidente dell’Unmil, Gianfranco Colasanti. Mentre il Visual Hospital è già attivo, il Centro di Ascolto Disabilità sarà funzionante dal prossimo 22 febbraio e avrà l’onere delle persone con grave disabilità motoria, attraverso due percorsi dedicati. Il primo in urgenza per accedere al Pronto Soccorso (codice colore assegnato al triage), il secondo – insieme all’Usl 2 – per facilitare gli accessi programmati ai servizi e agli ambulatori attraverso il numero verde dell’azienda.

Borsacchi ha spiegato: “Chiamando il numero verde 800.50.50.83, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30, una nostra operatrice dedicata e specificamente formata programmerà giorno e orario migliore per l’assistito, raggruppando anche più visite, esami o terapie nello stesso giorno e garantendo sedie a rotelle, accompagnatore, device”. Sarà il medico di medicina generale ad attestare la necessità di usufruire di tale servizio da parte del proprio assistito, annotandola nell’impegnativa di prescrizione.

E poi c’è la Centrale Unica di Ricovero, basata sul Visual Hospital. Dal Maso: “La centralizzazione di tutti i flussi ospedalieri presenta due grandi e contestuali vantaggi: la garanzia di trasparenza dell’intero percorso ospedaliero del paziente e la maggiore efficienza di tutto il sistema logistico-organizzativo che è stato ridisegnato nei percorsi fisici e organizzativi in base ai bisogni clinico-assistenziali dei pazienti”.

Alessandro Pignatelli

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