Ludopatia in Umbria: Irap ridotta per esercizi commerciali senza slot

Giunta regionale vuole disincentivare il gioco d'azzardo: imposta abbassata dello 0,92% per chi disinstalla le macchinette, aumenti per chi le ha

Irap ridotta per gli esercizi commerciali che elimineranno gli apparecchi per giocare, le slot. Aliquote più pesanti per chi invece continua a tenerli o decide di installarli. Lo ha deciso la Regione Umbria come misura per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo che diventa patologia.

Dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2019, dunque, l’aliquota Irap sarà ridotta dello 0,92 per cento per quanti avranno eliminato le slot machine, pari aggravio invece per quei locali in cui ne risultino di installate.

Luca Barberini, assessore alla Salute, Coesione sociale e Welfare, così ha commentato la misura: “Così attuiamo la legge regionale per la prevenzione e la lotta alla dipendenza da gioco d’azzardo patologico. L’obiettivo è di dare ulteriore impulso alle azioni di contrasto verso un fenomeno sempre più diffuso e trasversale”.

Basti pensare che sono interessati da questo fenomeno 10 mila persone, il 5,6 per cento della popolazione tra i 15 i 74 anni. Non solo: nel 2016 gli umbri hanno speso qualcosa come 1.099 milioni di euro nei giochi autorizzati dai Monopoli, il 67 per cento proprio per apparecchi elettronici e slot machine.

La Regione Umbria ha messo in campo diverse risorse e ha promosso numerose iniziative per contrastare la ludopatia: il potenziamento dei servizi socio-sanitari per il trattamento della patologia, un numero verde regionale per ascolto e consulenza (800.410.902), una campagna di comunicazione per la sensibilizzazione dei cittadini (che portato a un aumento del 150 per cento delle richieste di aiuto). E ancora: attività di formazione per operatori e volontari, di promozione della salute nelle scuole, corsi di formazione obbligatori per chi è addetto ai locali da gioco.

Alessandro Pignatelli

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