Umbria: nasce l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro

Approvata dall'Assemblea legislativa, a maggioranza, la nuova legge che ridisegna il Sistema integrato per il mercato del lavoro

Nasce in Umbria l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro (Arpal). Questo è uno dei punti della legge che ridisegna il Sistema integrato per il mercato del lavoro, approvata dall’Assemblea legislativa dell’Umbria con 13 sì, 2 no e 3 astensioni.

Tra gli altri punti, c’è la riforma dei centri per l’impiego e azioni per favorire il rientro dei cervelli in fuga. La legge stabilisce il nuovo principio di premialità delle prestazioni, andando a valutare quanto lavoro si produce con la formazione. Si punta poi al sostegno della responsabilità sociale dell’impresa, ad azioni che incentivino il rientro dei cervelli, evitando che i nostri giovani più preparati scappino all’estero.

All’Agenzia, invece, viene affidata la gestione dei Centri per l’impiego nonché la messa online di tutti i servizi. Si rafforza insomma il sistema dei centri per l’impiego, completando la gestione del passaggio di competenze e personale dalle Province all’Agenzia regionale. Si potenziano i servizi di marketing verso le imprese e di preselezione del personale.

“Con l’Agenzia si intende promuovere il coordinamento e l’integrazione tra Asl, centri per l’impiego e i servizi sociali dei Comuni, un vantaggio soprattutto per i disabili, e una base di partenza per il fascicolo elettronico del lavoratore. L’Agenzia non prevede ulteriori figure dirigenziali, evitando ulteriori oneri a carico del bilancio regionale rispetto a quelli attuali. È previsto un percorso integrato con le politiche di sviluppo”.

L’assessore Fabio Paparelli, in commissione, così aveva parlato della legge: “Una delle più importanti di questa legislatura che, grazie alle coperture previste nella prossima legge di stabilità, consentirà di far partire l’Agenzia regionale per l’impiego, prevedendo anche la stabilizzazione del personale precario del centro per l’impiego di Perugia. Si tratta di un cambiamento epocale, che per la prima volta finanzia l’occupazione”.

Alessandro Pignatelli

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