La key-history Adriatica Oli: un importante modello di sostenibilità ambientale basato sulla raccolta degli oli vegetali esausti

Giorgio Tanoni

Rendere produttivo ciò che viene ritenuto obsoleto, trasformando il rifiuto da “danno ambientale” a “risorsa sostenibile”.

E’ questa la mission di Adriatica Oli srl, azienda con sede a Montecosaro (MC) che opera dal 1984 nel settore della raccolta e stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi e non, da destinare allo smaltimento  o al recupero.

La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sanitari costituisce un importante settore operativo, attivato alla fine degli anni ’80 attraverso la microraccolta presso Studi Medici, Ospedali, Cliniche Mediche, Case di Cura e  strutture sanitarie.

Sottolinea Giorgio Tanoni, figlio del fondatore Luigi, dal 1994 Amministratore dell’azienda maceratese: “Il settore dei sanitari resta comunque un comparto secondario del nostro business. Ci siamo specializzati fin dall’inizio nella raccolta degli oli vegetali esausti provenienti principalmente da attività di ristorazione, hotel, da industrie del food e dai grandi player della ristorazione collettiva dislocati in tutta Italia.

Se la nostra attività è iniziata nelle Regioni Marche e Abruzzo, si è estesa successivamente anche a Lazio e Lombardia con quantitativi gestiti che si attestano attorno alle 5000 tonnellate annue.

Gli oli, raccolti attraverso un efficiente piano logistico ed informatizzato, vengono trattati direttamente nei nostri impianti.

Dopo il processo di lavorazione, il rifiuto, già materia prima seconda, viene avviato all’industria della rigenerazione e destinato, mediamente  per il 90%, alla trasformazione in  biodiesel, carburante a basso impatto ambientale.

Si pensi che ai  quantitativi di olio annui gestiti corrisponde un abbattimento delle emissioni in atmosfera di gas serra pari a circa 14.000 tonnellate di CO2  e  5800  metri cubi d’acqua non consumati.

Altra bella soddisfazione per noi è aver implementato, per la prima volta in Italia e più di un decennio fa, il sistema di raccolta oli relativo all’utenza domestica partendo da alcuni Comuni marchigiani, grazie a convenzioni strette di volta in volta con le amministrazioni comunali  e le Municipalizzate responsabili del servizio di gestione urbana dei rifiuti.

Il nostro metodo è servito  da  esempio  e  si  è diffuso con successo  a livello nazionale.

L’azienda a completamento della sua attività d’impresa non ha trascurato neppure la comunicazione ambientale ed ha ideato Per OLIVIA, Campagna informativa per la Raccolta Differenziata degli Oli Vegetali Esausti rivolta ai cittadini e ai ragazzi delle scuole con un nutrito ventaglio di attività ludiche e formative.

Dal 2012 l’attività di sensibilizzazione, viene perpetrata da Adriatica Oli anche nei confronti dei legislatori europei, tramite l’associazione Europea EWABA European  Wast  Advanced  Biofuel Association con sede a Bruxelles, di cui sono Vicepresidente.    Ewaba svolge un’attività di lobbyng al fine di sostenere la filiera produttiva del biodiesel  e rappresenta aziende del settore in 12 paesi europei.

La  normativa europea in materia di biocarburanti, Direttiva 2009/28/CE,  prevede che entro il 2020, del totale dei carburanti immessi al consumo, il 10%  provenga da fonti rinnovabili.

Il fine dell’associazione e di Adriatica Oli è lodevole se si pensa che la  Direttiva Europea  sta scatenando la corsa ai biocarburanti derivati da piante oleaginose come palma, soia, girasole e colza, con conseguente sfruttamento e occupazione di terre che potrebbero invece essere destinate alla produzione di alimenti.

La situazione è delicata, e oltre a implicare un aumento generale dei costi di alcuni alimenti di prima necessità in paesi spesso del sud del mondo, ha causato l’espulsione di molte comunità dalle loro terre.

Adriatica Oli, con la raccolta degli oli vegetali esausti, nel suo piccolo, offre una valida alternativa allo sfruttamento di terreni per la produzione di questi oli vergini che possono essere rimpiazzati con successo, nella loro funzione, da quelli esausti per la produzione delle energie rinnovabili”.

 

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Redazione

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