Etichetta d’origine per pasta e riso: Coldiretti Umbria, “Norma importante”

Provvedimenti di obbligatorietà dal 17 e dal 16 febbraio prossimi. A Verona, in anteprima, le prime confezioni con indicazione provenienza

Arriva l’obbligo di etichetta del grano per pasta e riso. Una norma “importante per le imprese agricole e per la trasparenza dell’informazione ai consumatori”. Il commento è di Coldiretti Umbria, nel giorno in cui sono state fatte vedere, in anteprima, le prime confezioni con indicazione della provenienza, alla Fieragricola di Verona.

Il provvedimento arriva dopo la dura battaglia sostenuta da Coldiretti e da decine di migliaia di agricoltori, scesi in piazza per difendere il Granaio Italia contro l’invasione dei prodotti stranieri, spesso di qualità bassa e trattati con sostanze dannose per la salute e vietate da noi. Non solo: le speculazioni hanno concorso a far crollare il prezzo del grano italiano al di sotto del costo di produzione. Il che, come conseguenza, ha avuto il calo delle semine.

L’etichetta, dunque, è un toccasana anche per i risicoltori italiani, ultimamente sotto assedio per l’accordo Eba con i Paesi Meno avanzati, che dà la possibilità di esportare verso l’Ue quantitativi illimitati di riso a dazio zero.

“Un pacco di pasta imbustato in Italia, su tre, è fatto con grano straniero, senza alcuna indicazioni per i consumatori, mentre un pacco di riso su quattro, venduto in Italia, contiene prodotto straniero” ricorda Coldiretti. Il decreto, che entrerà in vigore il prossimo 17 febbraio, prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicato in etichetta il nome del Paese in cui il grano viene coltivato, nonché quello di molitura. In caso di provenienza o di passaggio in molti Paesi, possono essere utilizzate diciture come paesi Ue, paesi Non Ue, paesi Ue e Non Ue. Se il grano duro è coltivato, almeno per il 50 per cento, in un solo Paese, come per esempio l’Italia, si potrà utilizzare la dicitura Italia e altri Paesi Ue e/o Non Ue.

L’indicazione in etichetta dell’origine, per il riso, scatta il 16 febbraio. Anche in questo caso devono essere chiaramente indicate Paese di coltivazione del riso, Paese di lavorazione, Paese di confezionamento. Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese, si può scrivere ‘Origine del riso’ e poi il nome del Paese. Se il riso è coltivato o lavorato in più Stati, possono essere utilizzate le diciture Ue, Non Ue, Ue Non Ue.

“Resta ancora da etichettare, con l’indicazione dell’origine, un quarto della spesa alimentare degli italiani, dai salumi ai succhi di frutta, dalle confetture al pane, alla carne di coniglio”.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.