Inquinamento dell’aria: Terni tra i 39 capoluoghi peggiori

La città umbra si trova in 31esima posizione con 48 sforamenti del limite del Pm 10. I dati sono stati resi noti da Legambiente

C’è anche Terni tra i 39 capoluoghi di provincia da bollino rosso per l’inquinamento nella classifica stilata da Legambiente e che si riferisce agli sforamenti di Pm 10 nel 2017. La centralina del quartiere Le Grazie di Terni entra a pieno diritto nel dossier ‘Mal’aria’ di Legambiente.

La città umbra si posiziona in 31esima posizione, comunque molto lontana dal podio, costituito da Torino, Cremona e Alessandria, che hanno fatto rilevare oltre 100 sforamenti di Pm 10. Terni si è fermata a 48 giorni. Del Centro Italia, oltre a Terni, ci sono in classifica pure Frosinone, in nona posizione, e Pesaro, in 39esima.

La situazione davvero critica si registra nel Nord Italia, in particolare in Pianura Padana. Il rapporto sull’inquinamento è arrivato alla vigilia del vertice sull’ambiente in programma a Bruxelles, a cui parteciperanno gli otto Paesi a rischio infrazione, tra cui anche il nostro.

Ricordiamo che viene considerato nella norma un numero di volte inferiore o uguale a 35 giorni di sforamento del Pm 10 durante l’anno. Oltre, siamo fuori norma. Vale a dire che la media giornaliera è superiore a 50 microgrammi al metro cubo. In Italia, le morti precoci a causa dell’inquinamento dell’aria che respiriamo (e non solo) è pari a 60 mila all’anno, secondo i dati dell’Agenzia ambientale europea (Eea), con costi che vanno tra i 47 e i 142 miliardi di euro (stima del 2010).

Alessandro Pignatelli

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