Umbria Acque: perdite idriche al 52%, obiettivo dimezzarle

Gestore della rete idrica umbra: "Autorità ci impone di arrivare al 25%. Risorse poche per intervenire e mitigare le bollette"

acqua potabile

Acquedotti colabrodo? Pare di sì. Il bilancio idrico 2016 dell’Umbria parla infatti del 52 per cento di perdite dalle reti idriche. A certificarlo è Gianluca Carini, presidente di Umbria Acque, “al fine di argomentare adeguatamente l’incremento delle risorse economiche”.

Umbria Acque spiega: “L’attuale disponibilità di fondi destinati al mantenimento delle reti in efficienza copre solo un decimo del reale fabbisogno, storicamente a causa dell’esigenza sociale di mitigare l’incidenza sulle tariffe dell’acqua che pesano sulle tasche dei cittadini: infatti, la tariffa copre proprio gli investimenti già effettuati, salvo che si possa far conto – come pure accade spesso per gli investimenti nella depurazione – su contributi di fonte regionale, statale o comunitaria”.

La grave emergenza idrica dell’estate scorsa “è finalmente all’attenzione concreta del legislatore, con una svolta istituzionale mai vista prima” dice il gestore idrico. L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) ha emanato direttive sulla qualità del servizio idrico, anche in materia di perdite, imponendo a tutti i soggetti gestori delle percentuali di riduzione delle perdite anno per anno fino al valore del 25%, soglia fisiologica”.

Umbria Acque gestisce una rete idrica lunga 7 mila chilometri, “quanto quella della metropoli romana che serve un numero di abitanti sei volte maggiore. Ciò significa che Umbria Acque perde 12 metri cubi a chilometro al giorno. Questo indicatore di perdita, che sarà utilizzato da Arera ai fini della valutazione dell’efficienza del gestore, consente di poter apprezzare lo sforzo manutentivo in proporzione all’estensione della rete”.

Ad aprile ci sarà l’incontro con Auri (Autorità umbra per rifiuti e idrico) per aggiornare il piano di investimenti. La società Umbria Acque fa sapere di avere pronto un “programma mirato all’ammodernamento della rete, che si aggiungerebbe alle opere già finanziate dalla Regione per fronteggiare la crisi idrica”.

Alessandro Pignatelli

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