Università di Cagliari, al via il progetto Aloha sull’intelligenza artificiale

Il progetto Aloha sull'intelligenza artificiale è stato finanziato dall'Unione europea e 500mila euro saranno destinati alle attività che verrano svolte dall'Università di Cagliari

intelligenza artificiale

Presto dispositivi elettronici intelligenti saranno in grado di imitare le funzioni biologiche del cervello umano per apprendere dall’esperienza e reagire in autonomia a ciò che accade nell’ambiente circostante.

Su questi scenari, ormai non troppo lontani, lavora il progetto ALOHA (software framework for runtime-Adaptive and secure deep Learning On Heterogeneous Architectures), finanziato dalla Unione europea nell’ambito del programma Horizon 2020, con circa 6 milioni di euro, di cui 500mila destinati alle attività che verranno svolte dall’Università degli Studi di Cagliari.

Oggetto di studio dei ricercatori coinvolti è una classe di algoritmi di intelligenza artificiale, nota come “Deep Learning”, che imita i meccanismi tipici delle reti neurali biologiche, riutilizzandoli nell’hardware e nel software dei moderni calcolatori, in modo che questi acquisiscano capacità di apprendimento paragonabili a quelle dell’essere umano e possano riconoscere e classificare con estrema precisione e rapidità immagini, video, suoni e sequenze.

I risultati del progetto verranno testati in molteplici ambiti. In un primo esperimento, verranno studiati impianti di sicurezza intelligenti, basati sul riconoscimento di video e immagini, da utilizzare in aree di emergenza. Una seconda linea di ricerca prevede lo studio di speciali catene di montaggio “cognitive”, in grado di reagire in modo rapido e affidabile ai comandi vocali degli operatori, risultando più sicure e confortevoli. Infine, verranno sviluppati dispositivi medici portatili, atti ad analizzare immagini mediche in condizioni critiche (senza accesso a reti di comunicazione, a batteria), come necessario per esempio negli scenari clinici dei paesi del Terzo mondo o per operazioni di soccorso in caso di calamità o situazioni disastrose.

Il coordinatore scientifico del progetto è Paolo Meloni, ricercatore di EOLAB – Laboratorio di Microelettronica e Bioingegneria del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica dell’Università degli Studi di Cagliari. Per l’avvio della fase operativa del progetto, al tavolo con i ricercatori dell’Ateneo Cagliaritano, il 25 e 26 gennaio, nella sala Consiglio del Rettorato, si siederanno 14 partner, tra cui colossi del calibro di STMicroelectronics, IBM e CA Technologies.

Redazione

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