Ddl ricostruzione: edifici meno alti ma più larghi

Nel decreto si parla anche di riqualificazione delle aree dove ci sono gli insediamenti temporanei (le casette). Norcia, Cascia, Preci e Monteleone possono revocare Prg

Come ricostruire in Umbria nel post terremoto? Sono 39 gli articoli del disegno di legge pre adottato dalla giunta regionale, che ora dovrà passare al vaglio delle categorie coinvolte, quindi approdare in commissione e, poi, in consiglio regionale.

Stiamo parlando del documento di indirizzo pluriennale con cui la giunta regionale, “nell’ambito del partenariato economico e sociale” definirà linee di indirizzo, programmi triennali e misure di attrazione per sostenere l’economia dell’area terremotata. Nel ddl ricostruzione sono stati già inseriti quattro paletti, non oltrepassabili: “Sviluppo integrato dell’ambiente rurale; valorizzazione dell’ambiente naturale; sistema integrato turismo, ambiente e cultura; crescita del sistema delle imprese manifatturiere dei servizi”. A vigilare “sulla conformità e coerenza delle attività” sarà la Commissione consiliare permanente a cui, entro il 31 marzo di ogni anno, la giunta regionale deve consegnare una relazione sullo stato dell’arte.

Poi ci sono le norme urbanistiche ed edilizie di cui abbiamo parlato all’inizio. I comuni di Norcia, Cascia, Preci e Monteleone di Spoleto, i più colpiti dal sisma, possono procedere a “revoca totale o parziale delle previsioni del Piano regolatore generale adottato, che siano ritenute ostative alla ricostruzione”. Gli altri comuni del cratere possono comunque accedere a procedure semplificate e accelerate per l’approvazione delle varianti generali.

Le abitazioni che rientrano all’interno di “insediamenti prevalentemente residenziali” possono ridurre il numero di piani e ampliare l’aria di sedime. Nel ddl per la ricostruzione c’è anche la possibilità di riqualificare le zone dove sono stati fatti insediamenti temporanei dovuti all’emergenza.

Alessandro Pignatelli

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