Blue Eye, dove la salute dell’occhio non ha segreti

Lo storico Centro di microchirurgia e diagnostica oculare di Milano ha raddoppiato la presenza sul territorio lombardo con una nuova clinica a Vimercate, nel cuore della Brianza: prevenzione, diagnosi e cura ai massimi livelli grazie a un pool di medici altamente specializzati e macchinari all’avanguardia tecnologica

Da Milano a Vimercate: nuova location ma stessa filosofia per Blue Eye, Centro di microchirurgia e diagnostica oculare che raddoppia la presenza sul territorio lombardo con una nuova clinica all’interno del polo multifunzionale delle Torri Bianche nel cuore della Brianza, tra Lecco, Milano e Bergamo. Oltre 500 mq dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle differenti patologie oculari, frutto dell’esperienza della clinica «madre» di Milano che con circa 25 mila interventi di cataratta e oltre 10 mila di chirurgia refrattiva, dal 1998 è diventata una struttura privata di riferimento nella prevenzione e cura delle differenti patologie oculari grazie a un pool di medici altamente specializzati e all’utilizzo di tecnologie d’avanguardia.

«L’esperienza acquisita in questi 20 anni di attività in campo oculistico ci ha portato a investire oltre 1,5 milioni di euro in questa nuova struttura che raccoglie il meglio delle tecnologie diagnostiche e chirurgiche e medici specializzati con l’obiettivo di dare una risposta seria e completa alle patologie che possono colpire gli occhi di adulti e bambini – sottolinea l’amministratore delegato di Blue Eye, Anna Altomare -. Come per la sede di Milano, infatti, ci avvaliamo dell’esperienza e della collaborazione di oculisti e anestesisti altamente qualificati e di personale interno costantemente aggiornato e professionalmente competente. L’elaborazione di protocolli standardizzati per ogni prestazione chirurgica e di normative che regolano i ruoli e le attività del personale infermieristico concorrono inoltre a garantire la massima sicurezza per il paziente che in unico Centro può trovare la risposta ai problemi e ai disturbi legati alla vista».

All’interno di Blue Eye trovano infatti spazio studi medici attrezzati, un’isola diagnostica con apparecchiature di ultima generazione, una sala laser per interventi di correzione della miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, e due sale operatorie esclusivamente dedicate alla chirurgia oftalmica: dalla cataratta con il laser a femtosecondi agli interventi sulla retina, al trapianto di cornea ed endotelio. E poi ancora chirurgia vitreoretinica, chirurgia endoscopica delle vie lacrimali, servizio di ipovisione con percorso riabilitativo e ovviamente esami e accertamenti diagnostici di ogni tipo.

«Dalla semplice visita oculistica di controllo agli esami più approfonditi fino all’intervento chirurgico più complesso la nostra è un’offerta di prevenzione, diagnosi e cura su tutti i livelli – conferma Altomare -. La filosofia di Blue Eye è infatti volta a garantire al paziente la più ampia gamma di servizi e prestazioni clinico-chirurgico, nella specialità di oculistica in regime ambulatoriale e in regime di day hospital e day surgery. Siamo inoltre convenzionati con assicurazioni, fondi integrativi e sanitari e diamo l’opportunità di accedere ai diversi interventi usufruendo di un finanziamento personalizzato fino a 60 mesi. Questo perché per noi il paziente è sempre il punto di riferimento: ascoltare le singole esigenze, ricercare la personalizzazione del servizio e assicurare la migliore risposta alle sue aspettative sono una nostra prerogativa».

L’alta specializzazione è il valore aggiunto di Blue Eye, in grado di coprire tutte le richieste dei pazienti grazie a un pool di 60 medici e a soluzioni tecnologiche avanzate. «Continuiamo ad investire in tecnologie che permettono di conservare e valorizzare le specificità che ci hanno reso un punto di riferimento a Milano e non solo – conclude Altomare -. Il nostro centro è infatti stato il primo in Italia a dotarsi di un laser a femtosecondi che costituisce oggi la strumentazione più avanzata per la chirurgia della cornea e per la chirurgia della cataratta. Per gli interventi di chirurgia retinica, inoltre, stiamo valutando l’acquisizione della tecnologia in 3D che permetterà al medico di eseguire l’intervento sfruttando una visione tridimensionale che consentirà di visualizzare anche dettagli infinitesimali».

 

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Redazione

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