Astrofisica: studio di Unipg rende possibile la meteorologia cosmica

La ricerca dell’ateneo perugino è stata pubblicata su Astrophysical Journal Letters

Uno studio sulla modulazione solare dei raggi cosmici galattici con significative implicazioni per la meteorologia spaziale e per la pianificazione delle missioni spaziali, soprattutto per valutare i rischi che corrono gli astronauti e le strumentazioni in orbita. A realizzarlo sono stati la professoressa Bruna Bertucci e il dottor Nicola Tomassetti (coordinatore dello studio) del dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale ‘Astrophysical Journal Letters’ e i suoi risultati sono stati inclusi tra gli ‘AAS highlights’ da parte della ‘American Astronomical Society’.

I due ricercatori, in collaborazione con l’Università di Lisbona, hanno investigato il fenomeno della modulazione solare dei raggi cosmici galattici e, combinando misure sperimentali – raccolte da missioni spaziali e da osservatori terrestri – e calcoli numerici, hanno dimostrato che tra l’attività magnetica del sole e l’intensità del flusso di particelle che bombarda il nostro pianeta di è un ‘ritardo’ di 245 giorni (circa 8 mesi). Tale scoperta svela nuove proprietà nella dinamica del trasporto delle particelle nello spazio interplanetario, che sono alla base della modulazione solare. Secondo la professoressa Bertucci e il dottor Tomassetti l’esistenza di un ritardo nell’effetto di modulazione potrà consentirci di fare con largo anticipo le ‘previsioni meteo’ dell’intensità dei raggi cosmici, attraverso l’osservazione diretta dell’attività solare.

I due ricercatori hanno anche effettuato predizioni teoriche per la modulazione delle particelle di antimateria (positroni, antiprotoni) le quali forniscono indicazioni preziose circa una serie di nuovi fenomeni fisici, tra cui la prova indiretta delle particelle che compongono la materia oscura. La loro verifica è oggetto di studio da parte dell’esperimento Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02), attivo dal 2011 sulla Stazione Spaziale Internazionale, del quale la professoressa Bertucci è coordinatrice delle attività italiane e vice-responsabile della collaborazione internazionale. “Grazie ai dati attesi da AMS-02 – spiega la Bertucci -, che nei primi sei anni di missione ha raccolto più di 100 miliardi di eventi, sarà presto possibile caratterizzare l’evoluzione temporale dei flussi di particelle e antiparticelle di origine cosmica, e la loro connessione con l’attività solare”.

Laura Proietti

Giornalista professionista, ho lavorato per carta stampata (quotidiani e settimanali), agenzie di stampa e siti internet. Ho esplorato la produzione della notizia in ogni sua sfaccettatura: come reporter e come addetta stampa. Ho spaziato nei settori più diversi: dalla cronaca all’enogastronomia, dalla politica all’economia, con un occhio particolare allo sport.