Riforma su reati agroalimentari: Coldiretti Umbria soddisfatta

"La criminalità in questo settore va contrastata con sistema punitivo e di indagine più adeguato, come previsto dalle nuove norme"

agroalimentare

Apprezzamento da parte di Coldiretti Umbria per l’approvazione della riforma del disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e approvato dal Consiglio dei ministri, in merito alle norme in materia di reati agroalimentari, sulla base delle proposte dell’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie, promosso da Coldiretti stessa.

“La criminalità nell’agroalimentare va contrastata con un sistema punitivo e di indagine più adeguato, come opportunamente previsto dalla riforma delle norme a tutela dei prodotti alimentari”. Fa sapere Coldiretti: “La malavita si appropria di vasti compartimenti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, soffocando l’imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza alimentare. Due italiani su tre (68%) sono preoccupati dell’impatto di quello che mangiano sulla salute, anche per effetto del ripetersi degli scandali alimentari, secondo l’indagine Coldiretti/Ixé”.

L’Italia deve dunque tutelare i primati internazionali che ha conquistato con l’alta qualità alimentare, ma senza dimenticare pure il primato nella sicurezza alimentare mondiale: “Proprio per questo il nostro Paese deve porsi all’avanguardia in Europa nelle politiche rivolte alla rintracciabilità con l’etichettatura di origine degli alimenti e nell’azione di contrasto alle alterazioni, sofisticazioni e adulterazioni degli alimenti”. La volontà, con l’approvazione della riforma, c’è: “Si vuole procedere a un aggiornamento delle norme penali, risalenti agli inizi del 1900, attraverso un’articolata operazione di riordino degli strumenti esistenti e di adeguamento degli stessi a un contesto caratterizzato da forme diffuse di criminalità organizzata che alterano la leale concorrenza tra le imprese ed espongono a continui pericoli la salute delle persone”.

Alessandro Pignatelli

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