Bruno Pizzul: «I valori di ISUPP servirebbero nel calcio d’oggi»

Tra i premiati da Sauro Pellerucci c'era anche l'ex telecronista Rai, voce amata da milioni di italiani. Ha ritirato il riconoscimento in sua vece Sara Piccinini

Il ritornello è sempre lo stesso: «Non ho fatto niente di speciale per meritare di essere qui». Parole che abbiamo imparato a conoscere: le “Persone Perbene” sono spesso schive ed evitano le luci dei riflettori. Tutti i premiati dal presidente di ISUPP, Sauro Pellerucci, lo hanno dimostrato.

Bruno Pizzul, telecronista RAI degli incontri della nazionale italiana di calcio dal 1986 al 2002, non fa eccezione. Raggiunge il PalaSì al telefono e si scusa per non essere potuto intervenire direttamente perché in Slovenia. Parte un lungo applauso, Pizzul si schiarisce la voce e sembra di tornare indietro ad Italia ’90. Altro calcio, altro Paese forse. Pizzul rivela quello che pensano tutti: «Lo sport e la società funzionano allo stessa maniera: servono valori positivi per ottenere risultati».

Sono gli stessi valori che veicola il progetto ISUPP (IoSonoUnaPersonaPerbene), giunto alla sua seconda edizione. Il presidente, Sauro Pellerucci, ha voluto insignire Pizzul con questa motivazione: “Mai una parola fuori luogo, un alterco o un tono al di sopra del suo interlocutore. Un cantore del calcio, lo sport amato da tutti che oggi facciamo fatica a riconoscere”.

Pizzul ascolta, ringrazia e si schernisce: «Il mio segreto? Non mi sono mai preso troppo sul serio, ho preferito restare persona piuttosto che personaggio». Quindi il saluto affettuoso a Sara Piccinini, moglie del calciatore Federico Peluso, ideatrice della App “Soccer Pass” ed amica dello stesso Pizzul, per conto del quale ha ritirato il premio.

L’argomento inevitabile è l’assenza della Nazionale Italiana dai prossimi Mondiali. Pizzul allunga la riflessione: «Non è il fallimento della Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio, ndr), ma dell’intero sistema. Dobbiamo ripensarlo dalle fondamenta, dal settore giovanile – spiega con lungimiranza – contrastando l’abbandono precoce dalle categorie giovanili. Ricordiamoci che gli adolescenti non devono essere trattati come piccoli professionisti: ecco, chi avrà maggiore attenzione verso i giovani, vincerà la scommessa».

Segue un altro applauso, la promessa di venire presto a Terni. Gli anni passano, i miti restano e Bruno Pizzul dimostra ancora una volta di appartenere alla categoria dei fuoriclasse.

Redazione

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