Quando la burocrazia si sblocca: l’esempio di Castelvecchio di Preci

L'Associazione Amici di Castelvecchio ottiene dal Comune l'assegnazione della casetta nell'area verde: dopo il crollo della Chiesa, i residenti avranno finalmente a disposizione un luogo di culto. «Un passo importante per uscire dall'emergenza post-terremoto», afferma Giandomenico Piermarini, Presidente dell'Associazione e Direttore del Conservatorio aquilano

Castelvecchio di Preci

Un piccolo fabbricato incompiuto può avere un’importanza ben superiore al suo valore economico. Può rappresentare la rinascita per un paese martoriato dal terremoto, un primo mattoncino con cui costruire la ripresa. La storia di Castelvecchio di Preci ne condensa decine di altre: comunità sparpagliate nelle alte valli dei monti Sibillini, che rischiano di finire nel dimenticatoio con il loro bagaglio di storie, vicende personali. Problemi e possibili soluzioni soffocate da una burocrazia imperante.

Ma, a volte, è possibile uscire dall’impasse. Come in questo caso, quando una delibera comunale ha finalmente sbloccato la situazione, innescando un meccanismo virtuoso. L’Associazione “Amici di Castelvecchio” ha ottenuto – dopo una lunga attesa – la concessione a titolo gratuito della casetta nell’area verde del paese, impegnandosi a terminare i lavori e ad occuparsi della manutenzione. Al tempo stesso verrà così liberata la “Sala Don Ottavio” nel centro storico che potrà ospitare funzioni religiose.

Il presidente dell’Associazione è Giandomenico Piermarini, direttore del Conservatorio dell’Aquila, ma profondamente legato ai luoghi dell’infanzia. Non nasconde la soddisfazione: «Gli amministratori di Preci hanno ascoltato le esigenze delle frazioni – spiega – dimostrando come si possa agire per il bene della comunità». I residenti avranno a disposizione un luogo di culto e il paese ritroverà un fulcro per la vita sociale: tutto sembra avviarsi verso una possibile rinascita.

«Forse ora l’intera amministrazione ha capito come basti poco per essere concreti – chiosa Piermarini – siamo fiduciosi». Ricordiamo che l’associazione “Amici di Castelvecchio” è nata intorno ad un progetto ambizioso: il restauro dell’Organo settecentesco della Chiesa di San Giovanni Battista. Il programma si è arenato sul più bello: poco prima dell’inaugurazione, è arrivata la scossa del 30 ottobre: la Chiesa è crollata trascinandosi dietro anni di lavoro. Ma se il restauro si è interrotto, non si può dire la stessa cosa dell’Associazione, che ha raddoppiato gli sforzi. Accantonato per adesso il restauro dell’organo storico in attesa di tempi migliori, il completamento della casetta dell’area pubblica sarà solo il primo di una serie di interventi di riqualificazione del borgo, che potranno essere intrapresi in autonomia o in collaborazione con gli altri enti locali. Valga come esempio la progettazione artistica di una nuova illuminazione del centro storico, già in fase di studio avanzato. Il rilancio turistico passa anche da qui.

Redazione

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