Ast Terni: dal 21 al 23 novembre il voto per l’esecutivo

Sei le sigle sindacali ammesse alla contesa: Fiom, Fim, Fismic, Ugl, Uilm e, per la prima volta, anche l'Usb

Il 21, 22 e 23 novembre si vota per il rinnovo dell’esecutivo di fabbrica delle Acciaierie di Terni. Sei le sigle sindacali ammesse dalla commissione elettorali: Fiom, Fim, Fismic, Ugl, Uilm e l’Usb (Unione sindacale di base), che corre con una lista di soli quattro candidati (tre per il collegio degli operai, uno pere quello degli impiegati).

In totale, saranno eletti 27 rappresentanti: un quadro, cinque impiegati e 21 operai. E’ la prima volta che l’Usb viene ammesso. All’interno dello stabilimento tante sono le questioni che infiammano i dipendenti: quella ambientale, quella commerciale e la redistribuzione salariale tra i lavoratori, visto l’utile di bilancio.

Emanuele Pica, esponente del sindacato e membro del coordinamento nazionale Usb, dice: “E’ opportuno superare l’accordo del 3 dicembre del 2014. Serve un intervento netto dello Stato. In uno scenario mondiale in continua evoluzione, dove i grandi gruppi siderurgici si riorganizzano, Ast rischia di rimanere fuori dal mercato. L’unica via possibile è la nazionalizzazione”.

Alessandro Pignatelli

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