Audioprotesi, la tecnologia aiuta l’estetica

“Dottore, io l’apparecchio acustico non lo metterò mai”. Sono molti i pazienti che entrano nel centro Udito Farm di Roma convinti di dover indossare gli apparecchi per la correzione dell’udito che esistevano anni fa, invasivi ed esteticamente ingombranti. Senza sapere che la tecnologia in questo campo ha compiuto passi da gigante.

Sistema di correzione uditiva

“Se c’è una patologia e un deficit dell’udito, si deve intervenire e porre rimedio – spiega il titolare di Udito Farm, Maurizio Serra – C’è da aggiungere però che gli apparecchi che abbiamo oggi a disposizione sono, in molti casi, protesi invisibili come gli IIC, purché si rientri nella possibilità fattiva da un punto di vista di quadro audiologico e morfologico del condotto. Quando insisto per la prevenzione è perché, prima si interviene, più possibilità si ha di risolvere ricorrendo ad apparecchi acustici piccoli ed esteticamente impercettibili”.

Cosa differenzia gli apparecchi tra loro? Nella forma e tipologia sono tutti similari, ma quello che cambia innanzitutto è la grandezza, la casa di produzione, il circuito elettronico, le parti elettroniche e il tipo di programmazione dei vari parametri. Ogni apparecchio, come ogni paziente, è differente dagli altri.  Anche l’eventuale guscio o auricolare prevede la giusta regolazione su misura del paziente, grazie al team di Udito Farm che da venticinque anni si occupa dei sistemi di adattamento audio protesico in pazienti ipoacusici. La durata di un apparecchio acustico è dipendente fondamentalmente dalla sua manutenzione o dagli usi impropri (come cadute o infiltrazioni di acqua) e dura in genere dai 6 ai 10 anni.

“Molti entrano nel mio centro e mi dicono – dottore, io l’apparecchio acustico non lo metterò mai – perché pensano agli apparecchi che esistevano anni fa, ingombranti ed esteticamente invasivi. Allora sono io a porre ai miei pazienti una domanda – aggiunge Serra – e chiedo loro: “Si vede maggiormente il fatto che una persona chieda di farsi ripetere spesso le cose e continui a capire una cosa per un’altra o si vede di più un oggettino carino sull’orecchio che potrebbe assomigliare ad un dispositivo bluetooth per il cellulare?”.  Ovviamente più sofisticato è l’apparecchio  (per numero di bande, banda frequenziale, estetica, bluetooth), maggiore è il costo. “Si può anche rinunciare a molte di queste caratteristiche sofisticate  – conclude Serra – per avere dei costi più contenuti. In tal caso, meglio un apparecchio acustico anche più economico che nessun apparecchio”.

 

Redazione

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