Ex Pozzi di Spoleto: nessuna manifestazione di interesse

Nulla di fatto dopo l'incontro in Comune, il 31 ottobre si avvicina e quindi anche la dichiarazione di fallimento

Nulla di fatto che sa tanto di sconfitta. Così è andato l’incontro al Comune di Spoleto giovedì per l’ex Pozzi, più precisamente per Isotta Fraschini, che produceva alluminio. Quanto mai vicina la scadenza del 31 ottobre: se entro quella data non arriveranno manifestazioni di interesse oppure offerte vincolanti, verrà dichiarato fallimento. E, a quel punto, 70 lavoratori resterebbero senza cassa integrazione ordinaria.

In Comune si sono incontrati i capigruppo del Consiglio, ma anche sindacati e associazioni di categoria. E c’erano il dirigente della Regione Luigi Rossetti e il vice presidente Fabio Paparelli, oltre al sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli. Polemiche sul fatto che Spoleto non sia stata inserita nell’area di crisi complessa Terni – Narni, nonostante ci siano un migliaio di posti di lavoro, considerando anche Cementir ed ex Informatica Umbra.

Paparelli ha replicato: “La città è ufficialmente area di crisi non complessa, c’è una dotazione finanziaria di 7 milioni di euro. Credo che Spoleto debba preliminarmente sciogliere alcune ambiguità: da una parte quella territoriale, data da un tessuto economico e produttivo che guarda al Ternano, mentre sui servizi pubblici è legata a Foligno e a Perugia; dall’altra, la città non ha identità e su questo non può intervenire la Regione”.

Il segretario generale della Cisl, Riccardo Marcelli, ha riportato l’attenzione su Isotta Fraschini: “Non possiamo lasciare i lavoratori senza reddito dal 31 ottobre, occorre trovare una soluzione”. Al momento, l’unica è la Naspi (indennità di disoccupazione) con l’assegno di ricollocazione con formazione per i lavoratori e incentivi per le aziende che vorranno assumerli.

Alessandro Pignatelli

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