Giovani con la valigia: Umbria, -4.486 nell’ultimo anno

Sempre più persone tra i 25 e i 40 anni lasciano la regione alla ricerca di migliori opportunità. Ecco tutti i dati

Nel 2016, ben 4.486 umbri tra i 25 e i 40 hanno lasciato la regione. Per andare dove? All’estero o in altre zone d’Italia a cercare opportunità migliori. Nell’ultimo quinquennio, l’Umbria si piazza al nono posto su 20 per percentuale di calo dei residenti in questa fascia d’età, ma nell’ultimo anno la situazione è decisamente peggiorata: la nostra regione è infatti quarta insieme a Marche e Friuli Venezia Giulia.

Se nel 2012, dunque, i giovani tra i 25 e i 40 anni rappresentavano il 20,7% del totale degli abitanti, oggi siamo al 18,4%, dato inferiore alla media nazionale (19%) e pure a quella del Centro (18,9%). L’allarme, peraltro, era stata rilanciato giovedì scorso durante la presentazione del bilancio sociale dell’Inps Umbria. I risultati del rapporto curato dal settore datajournalism di Mediacom043, diretto da Giuseppe Castellini, e basato sui dati Istat, non fanno che conferma l’allerta.

Dal 1° gennaio 2012 al 1° gennaio 2017, l’Umbria ha perso in totale 19.049 persone tra i 25 e i 40 anni, la fascia più produttiva potenzialmente. Il 1° gennaio del 2012, in Umbria, c’erano 182.653 giovani tra i 25 e i 40 anni, il 1° gennaio del 2017 erano 163.604. Un calo del 10,4%, decisamente più alto del -6,7% del Centro Italia e del -8,5% della media nazionale. Peggio solo il Friuli Venezia Giulia (-14,3%), la Valle d’Aosta (-13,9%), la Liguria (-11,8%) e la Sardegna (-11,6%).

Nell’ultimo anno, alla pari con Marche e Friuli Venezia Giulia, il calo è stato del 2,9%. Il 1° gennaio del 2016, in Umbria, c’erano 168.450 giovani, scesi il 1° gennaio del 2017 a 163.604. La media nazionale è stata di -2,3%, peggio solo Valle d’Aosta (-3,3%), Sardegna (-3,2%) e Veneto (-3%).

Chiosa Castellini: “Il buco che si è creato e che si allarga sempre di più, significa perdita di forti potenzialità di crescita economica e sociale, anche in termini di spinta innovativa”.

Alessandro Pignatelli

Giornalista professionista e scrittore, amante della carta stampata come del mondo digitale. Ho lavorato per agenzie stampa e siti internet, imparando nel mio percorso professionale a essere tempestivo, preciso, ma anche ad approfondire con vere e proprie inchieste. Con i new media e i social, ho inserito nel mio curriculum anche concetti come SEO, keyword, motori di ricerca, posizionamento.