Chiuso il Piano di Rinascita della Sardegna

Il Piano di Rinascita della Sardegna in 18 anni non era mai stato chiuso. Paci: recuperiamo gli ultimi 90 milioni e paghiamo altre perenzioni

La Regione chiude il Piano di Rinascita della Sardegna a 23 anni dalla sua entrata in vigore e 18 anni più tardi rispetto a quando l’ultima tranche dell’importo complessivo avrebbe dovuto essere erogata. Due anni fa nell’Assessorato del Bilancio guidato da Raffaele Paci ci si è accorti che lo Stato non aveva ancora pagato la somma prevista per l’ultimo anno di attività, il 1999, perché le amministrazioni regionali precedenti non avevano mai presentato il rendiconto finale: 90 milioni di euro, circa il 10% del totale, che sono stati ora finalmente riconosciuti e saranno utilizzati per pagare debiti della Regione andati in perenzione.

“Controllando la documentazione ci siamo resi conto che quel Piano dopo 23 anni non era mai stato chiuso, che ben 90 milioni non erano mai stati riscossi e che, incredibile ma vero, nessuno se ne era mai preoccupato. A quel punto, gli uffici si sono messi al lavoro per ricostruire tutti i passaggi e i dettagli, e hanno riaperto il rapporto con Roma su questo versante”, spiega Paci. “Scoprire tutto questo è stato possibile grazie al lavoro di ripulitura dei conti regionali che, come ho spiegato altre volte, rientra in un’operazione trasparenza che vogliamo portare fino in fondo, con forza e convinzione per lasciare in ordine le casse regionali. Chiudere il Piano di rinascita, e ancor prima accorgersi che era rimasto sospeso, è un grande risultato di due anni di duro lavoro per il quale ringrazio i miei uffici. Con questi 90 milioni pagheremo altre perenzioni, abbattendo così ulteriormente l’enorme debito della Regione che abbiamo trovato accumulato”.

Con i 90 milioni del Piano di rinascita, a cui la Giunta su proposta dell’assessore del Bilancio ha deliberato di aggiungere altri 60 milioni, saranno pagate le perenzioni con cifre assegnate a ciascun Assessorato. “Sono soldi che permetteranno alla Regione di saldare i debiti con i Comuni e con le imprese, dando ossigeno al sistema economico della Sardegna. Soldi che arriveranno agli enti locali, che potranno così utilizzarli per pagare le imprese che hanno realizzato le opere”, spiega il vicepresidente della Regione. Fra gli interventi più rilevanti a cui sono destinati i pagamenti troviamo opere di riqualificazione urbana, interventi contro la dispersione scolastica e per la promozione della lettura, piani di edilizia residenziale pubblica, strade, emergenza idrica, opere fognarie, eliminazione delle barriere architettoniche dagli edifici pubblici, internazionalizzazione delle imprese.

Redazione

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