Borghi umbri: Senato dice sì a tutela

Passa la nuova legge a favore dei Comuni con meno di 5 mila abitanti. Coldiretti: "Ora interventi per recuperare ritardi"

Il farro di Monteleone di Spoleto Dop, la cipolla di Cannara, lo zafferano di Cascia, i formaggi, i salumi e i legumi Norcia, il vino e l’olio. Sono questi alcuni dei prodotti umbri che possono esultare dopo il provvedimento che ha avuto il via libera del Senato: sarà possibile tutelare i 60 borghi regionali al di sotto dei 5 mila abitanti, il 65,22 per cento dei 92 Comuni dell’Umbria. Secondo i dati Istat, analizzati da Coldiretti, in questi piccoli borghi vivono 126.792 abitanti su un totale di 888.908 che abitano la regione.

Quella che ha avuto il semaforo verde in Senato è una legge storica, un obiettivo per anni perseguito da Coldiretti per tutelare e valorizzare un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali per la popolazione residente, ma anche per il numero crescente di turisti stranieri e nostrani che vanno a caccia di tesori nascosti.

Sono le produzioni dei piccoli Comuni umbri ad aver dato vita ad alcune delle specialità più note della regione, sono i borghi quelli dove si vive meglio, sia per quanto riguarda la sicurezza sia per il cibo. “Ora ci sono le condizioni per recuperare in queste aree i troppi ritardi infrastrutturali e nei servizi offerti con interventi che vanno dalle tecnologie informatiche alle scuole, dagli ospedali alle poste, fino alle edicole. Ma sarà anche importante valorizzare le opportunità offerte dalla nuova agricoltura nel presidio del territorio e nel sociale in aree che devono fare i conti con la cronica carenza dei servizi alla persona” scrive Coldiretti.

In Italia si contano 5.567 centri con meno di 5 mila abitanti, il 70 per cento del totale, con residenti pari a 10 milioni di abitanti: “Qui si coltiva oltre la metà della produzione agroalimentare nazionale che ha reso celebre il Made in Italy nel mondo, grazie alla presenza di imprese agricole impegnate per assicurare il mantenimento delle tipicità alimentari, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e dagli incendi, per difendere un ambiente che offre grandi possibilità di sviluppo sostenibile”.

Alessandro Pignatelli

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