Sargolini (Unicam): “Per la ricostruzione, sarà centrale lo shock creativo delle imprese”

Al Convegno di Confindustria Macerata e Ance Macerata, il punto sulla ricostruzione tra esperti e imprese. Il documento direttore, il ruolo dei Sindaci e la spinta delle imprese al centro dell’intervento dell’Arch. Massimo Sargolini.

Sargolini

“Ogni 5 anni siamo di fronte ad un terremoto distruttivo che sta modificando la struttura del Paese e ogni volta ci ritroviamo a parlare della ricostruzione”. E’ quanto dichiarato dall’Arch. Massimo Sargolini, Professore di Urbanistica all’Università di Camerino, nel corso del convegno “Terremoto Centro Italia: profili tecnici e contrattuali della ricostruzione privata”, iniziativa di Confindustria Macerata e Ance Macerata, con il patrocinio di Ance Marche e Anaci.

“Bisogna pensare- ha proseguito Sargolini, dopo l’introduzione del Direttore di Confindustria Gianni Niccolò – ad una risposta resiliente rispetto alle calamità, e i costruttori devono essere in prima linea per costruire edifici e borghi capaci di resistere al sisma”.

Al convegno, svoltosi nella splendida cornice della Tenute Murola a Urbisaglia (MC), hanno partecipato esperti e imprenditori del settore per fare il punto sulla ricostruzione post sisma che ha interessato, nella sola provincia di Macerata, i 3/4 dei comuni del territorio.

Sotto la lente d’osservazione anche le Ordinanze emesse dalle autorità preposte, che si concentrano sul “come” ricostruire: “E’ necessario – ha detto Sargolini – guardare criticamente le ordinanze, perché possono essere migliorabili anche con il contributo dei costruttori. Il ruolo del comitato Tecnico Scientifico è quello di produrre i documenti che poi saranno trasformati in Ordinanze solo dopo il passaggio sul Commissario e l’approvazione della Corte dei Conti. Quindi, dopo tutti questi passaggi, il testo è ancora migliorabile”.

La situazione che si ha di fronte è molto critica, superiore ai disastri provocati in queste zone dalla seconda Guerra Mondiale: “Professionisti e imprese devono intervenire uniti dopo un vero e proprio disastro, e lo devono fare tentando di ricostruire meglio, perché il terremoto purtroppo potrà riproporsi”.

Ma dopo la fase di emergenza, oggi a che punto siamo?

“Le prime ricostruzioni che stanno avvenendo – ha sottolineato Sargolini – sono significative, come la storica Cartiera di Pioraco e una Scuola a Sarnano, strutture che sono divenute ambienti accoglienti e vivibili. Ma la vera sfida deve ancora iniziare”.

L’Ordinanza n. 39 invita i Comuni a mettere in atto il documento direttore, una sorta di piano strategico che invita a riflettere su dove stia andando la comunità di riferimento e a capire cosa fare per ricostruire meglio”.

“I Comuni – ha precisato Sargolini – non sono obbligati a redigere il documento, ma l’auspicio è che lo facciano, anche collaborando con quelli limitrofi”.

Il documento è un elemento chiave per mettere in sintonia la ricostruzione con lo sviluppo, anche se, a livello normativo, sono due cose distinte.

“Il Commissario Straordinario non ha competenze in materia di sviluppo. Ricostruzione e sviluppo sono correlati, ma le due linee devono fiorire dalla comunità locale: se, ad esempio, un Comune ha vocazione turistica, la ricostruzione deve seguire questa linea”.

Dato incoraggiante è il lavoro in team delle 4 Università marchigiane che, per la prima volta stanno studiando insieme, anche con altre Università italiane, percorsi di sviluppo per il territorio con risultati che saranno prodotti alla fine di febbraio 2018.

Un ruolo chiave sarà svolto anche dalle associazioni di categoria:  “Confindustria – ha concluso Sargolini – dovrebbe dare un supporto in termini di idee per studiare nuovi percorsi di sviluppo per i territori che, comunque, si trovavano in una situazione di declino e destinati ad una morte lenta. Penso, ad esempio, all’artigianato digitale o ai nuovi modi di fare edilizia. E’ fondamentale, infatti, contare su quello shock creativo che solo l’impresa può dare, per affiancare la ricerca scientifica al fine di offrire nuovi percorsi alle comunità e renderle più salde e più forti di prima”.

Redazione

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