Da Alberto Fermani a Kallistè: viaggio nello stile delle calzature di lusso Made in Italy

Da Alberto Fermani a Kallistè: viaggio nello stile delle calzature di lusso Made in Italy

Cleto Sagripanti

“Kallistè in greco significa ‘la più bella’, mentre l’azienda si trova nel cuore del distretto calzaturiero del Brenta: sono questi i due elementi che mi hanno convinto ad investire nella Kallistè srl, nelle sue persone e in questo splendido territorio”.

Chiarisce così la sua strategia industriale Cleto Sagripanti, imprenditore marchigiano da tre anni Presidente dei Calzaturieri Europei (CEC) dopo i sei alla guida di Assocalzaturifici, che ha deciso di acquisire una realtà storica situata a Fossò, nel cuore del distretto del lusso in provincia di Venezia.

“Una strategia – continua Sagripanti – che si integra perfettamente con gli elementi vincenti del distretto marchigiano, dove noi operiamo con l’azienda Alberto Fermani, a Petriolo in provincia di Macerata”.

Nella riviera del Brenta si fanno le più belle calzature al mondo, un fattore che oscilla tra tradizione artigianali e competenze stilistiche straordinarie, al punto tale da attrarre le principali maison del lusso mondiale, le quali hanno investito in partnership, acquisizioni e nuove imprese.

“E’ un distretto che vanta una Cassa Integrazione quasi ‘a zero ore’ – continua Sagripanti – dove si producono principalmente calzature da donna, come appunto le produzioni del nostro brand Kallistè, e per conto terzi, come i marchi che abbiamo in licenza, Carven e Numero 21”.

Calzature belle e curate nei minimi dettagli e nei particolarissimi accessori, prodotte dalle sapienti mani dei maestri calzaturieri del Brenta, veri e propri fautori del successo di questa fetta di Made in Italy che vince nel lusso.

“Esportiamo circa l’80% della produzione in tutto il mondo – sottolinea Sagripanti – soprattutto nei mercati che apprezzano i nostri prodotti 100% Made in Italy. In più sappiamo reagire in fretta e bene di fronte alle novità che hanno sconvolto il modo di acquistare le calzature negli ultimi due anni: in primis l’avvento dei Millennials, i giovanissimi che hanno cambiato i gusti e le mode, e l’avvento dell’ecommerce”.

A questo proposito, anche la pubblicità ha subito profondi cambiamenti: “Basti pensare ad una calzatura pensata per essere fotografata su un manifesto 6 metri per 3 e alla stessa calzatura che dev’essere vista attraverso uno smartphone. E’ chiaro che il prodotto dev’essere ripensato nei minimi dettagli ,perché il consumatore ha la possibilità di osservarlo bene sul suo telefonino per potere apprezzare la qualità di ogni accessorio o le sfumature dei colori”.

Anche dal punto di vista della produzione sono molto significativi i cambiamenti imposti dall’online: “Le commesse si riducono in termini numerici – precisa Sagripanti – e si va verso l’aumento dei servizi post vendita ai negozi più evoluti. Infine, anche la personalizzazione dei prodotti giocherà un ruolo importante per essere competitivi sul mercato”.

Avremo sempre fui più calzature prodotte “una ad una” per garantire una shopping experience unica e personale, che ogni consumatrice può vivere e crearsi dal suo telefonino.

“Un ruolo importante – aggiunge Sagripanti – lo svolge già l’innovazione introdotta dalla rivoluzione digitale targata ‘Industria 4.0’, che sposa perfettamente la tradizione del distretto del Brenta con le nuove tecnologie, vecchi artigiani che lavorano a fianco di giovani già formati sulle macchine 3D e sui software di ultima generazione per l’ufficio stile”.

Le tendenze? “La sneakers – osserva – è da alcuni anni la regina del mondo delle calzature e nei prossimi 7 anni il suo consumo è destinato ancora a crescere. Questo ha condizionato tutti gli altri prodotti e li ha indirizzati verso la ricerca del confort assoluto con tacchi più ampi, imbottiture per mantenere comodo il piede, materiali con concia vegetale e prodotti più morbidi e molto attenti della salute del piede. Oggi la consumatrice ricerca un prodotto giovane, con colori vivaci, una calzatura confortevole da indossare dalla mattina alle 8 fino alla sera alle 8”.

Ma non chiamatela più “accessorio”.

“Pensiamo – conclude Sagripanti – che la scarpa sia davvero divenuta una componente chiave per il modo di vestire delle persone, molte delle quali iniziano la giornata indossando prima la calzatura e poi il resto degli gli indumenti. Un vero successo per noi imprenditori del settore avere al centro dei gusti delle consumatrici i nostri prodotti”.

 

Nella foto: Cleto Sagripanti (al centro) con Alessandro Ruta e Andrea Severini

 

 

 

 

 

 

 

 

Redazione

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