Russia chiama la luxury experience di Tecnoshops

L’azienda di Fano (PU) in prima linea per la realizzazione di progetti retail in un mercato in forte crescita.

Più di 150 milioni di potenziali consumatori, un hub funzionale per l’Asia, una forte propensione al Made in Italy.

E’ la Russia di oggi, un obiettivo per molti brand del lusso in crescita e una certezza per le principali griffe mondiali che già da tempo sono presenti nel gigante dell’Est.

I nuovi spazi commerciali e i department stores si stanno diffondendo anche al di fuori di Mosca e delle principali metropoli, ampliando offerta e opportunità per chi desidera investire in progetti retail di elevato livello qualitativo.

In prima linea c’è da sempre Tecnoshops, l’azienda di Fano (PU) guidata da Denis Giovanelli affiancato dal figlio Enrico, che vanta un’esperienza unica nel settore, con oltre 1000 negozi realizzati in tutto il mondo per i brand del lusso più famosi al mondo ed una presenza logistica e operativa in Russia datata 1995.

“Avviare un progetto retail – sottolinea Denis Giovanelli – può diventare un’impresa impossibile per chi non si affida a partner di esperienza. Nel nostro settore, infatti, gli elementi chiave sono velocità di esecuzione ed affidabilità, fattori che pesano il doppio in un Paese straniero, per difficoltà di comunicazione e intoppi burocratici”.

Giovanelli parla spesso di “metodo Tecnoshops”, una ricetta vincente per portare a termine il progetto retail più complesso e ambizioso: “In Russia – continua Giovanelli –  Tecnoshops ha sviluppato una sinergia con soggetti imprenditoriali locali, nell’ottica dell’interscambio tra una piccola e media impresa italiana ed alcune piccole imprese russe”.

In pratica, un “Made in Italy al fianco dei russi”, per portare le unità produttive all’interno del mercato russo e metterci al servizio, in una logica di business di prossimità, dei clienti anche nel mondo dei centri commerciali.

“Grazie al know-how di Tecnoshops, la conoscenza del territorio russo, soprattutto sotto il lato della logistica e delle dogane, riusciamo a semplificare le cose, consegnando un progetto chiavi in mano, senza lungaggini e spiacevoli sorprese per i clienti”.

“Fare Made in Italy con i russi” significa avvicinare concretamente i due mondi attraverso competenze tecnico-organizzative italiane, da un lato, e dall’altro, produzione locale russa, avviata per risparmiare su onerosi dazi doganali ed elevati costi di trasporto.

Quando la Russia tornerà alla normalità, difficilmente si riprodurranno i livelli pre-crisi del 2013, mentre si chiuderanno presto gli spazi per i prodotti di moda, tecnologia e design Made in Italy.

E giocare in anticipo, grazie alla garanzia Tecnoshops, è un vantaggio da sfruttare in tempi brevi.

Maurizio Lombardi

Maurizio Lombardi, 53 anni, giornalista, dopo 15 anni di Ufficio Stampa in Confindustria, ha collaborato con Il Sole 24 Ore ed altre testate economiche. E’ editorialista su magazine on line a diffusione nazionale in cui affronta argomenti legati alla web reputation e alla costruzione dell’identità digitale di imprenditori e imprese. Dal 2004 è consulente in comunicazione, marketing e Relazioni Pubbliche presso Associazioni di categoria e società italiane, pubbliche e private.