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Seminario Symbola a Treia, Nando Pagnoncelli di IPSOS: “Dal Rapporto 2017 di I.T.A.L.I.A. ecco le aree su cui lavorare”.

Seminario Symbola a Treia, Nando Pagnoncelli di IPSOS: “Dal Rapporto 2017 di I.T.A.L.I.A. ecco le aree su cui lavorare”.

“Gli italiani hanno una immagine molto più negativa rispetto a quello degli altri loro cittadini europei, ma quello che più li caratterizza in questa fase è uno strano strabismo: fino al 2013 pensavano che il Paese andasse male, ma nel loro piccolo pensavano anche che se la potevano cavare; nel tempo però è successo il contrario, per cui oggi gli italiani vedono che c’è una flebile luce in fondo al tunnel, ma le loro preoccupazioni non calano e restano stabili”.

Parole di Nando Pagnoncelli di IPSOS che ha approfondito alcuni aspetti del Rapporto 2017 “I.T.A.L.I.A.” Geografie del nuovo Made in Italy”, studio della Fondazione guidata da Ermete Realacci in collaborazione con Unioncamere e Fondazione Edison, illustrato a Treia, in occasione del Seminario Estivo di Symbola.

La ricerca ha riguardato 11mila interviste in 18 Paesi, coinvolgendo varie categorie sociali della popolazione e le classe direttive, oltre 50 operatori economici che trattano con l’Italia,  e infine uno studio quanto e come si parla dell’Italia nella rete.

“Dai dati – ha sottolineato Pagnoncelli – appaiono elementi di riflessione. Le persone pensano che per uscire dalla crisi ci vorranno almeno 5 anni, quindi risparmiano e non spendono. Ma non è un risparmio “sano” perché non è diretto per affrontare investimenti o acquistare prodotti ed accrescere i consumi, bensì solo risparmiare per l’incertezza del futuro”.

Siamo dunque in una fase di stallo: “Il 26% degli intervistati pensa che la situazione personale peggiorerà, e solo il 19% che migliorerà, mentre il resto pensa che non subirà alcuna variazione. E’, inoltre, un Paese squilibrato: la qualità della vita nelle regioni del nord è superiore rispetto a quello del centro sud”.

Inoltre, solo il 15% degli italiani dichiara che la situazione dell’Italia è positiva: cosa alquanto particolare se si pensa che ben il 75% dei peruviani ritengono che le cose nel loro Paese vadano bene.

Alla domanda dove vorrebbe andare se vincesse una vacanza, al primo posto si colloca l’Italia con le sue città, le opere d’arte, il cibo e vino che rappresentano gli elementi più attrattivi. In quali città? Milano, Firenze e poi Napoli: “Per Milano – ha osservato Pagnoncelli – è l’onda lunga dell’expo a funzionare ancora”.

E l’eno-gastronomia la fa sempre da padrona come elemento attrattivo: “Slow food e Eataly sono molto conosciuti e sono considerate modelli ed eccellenze che legano l’industria e l’attrattività turistica”.

I punti dolenti? “L’Italia non eccelle come Paese scelto per investimenti, studio e lavoro. Sono queste le aree su cui lavorare di più”.

In definitiva, la ricerca ha messo in evidenza che l’Italia è un Paese noto ed apprezzato, dove esiste una elevata qualità della vita ed i settori vitivinicolo, turismo e moda sono quelli più attrattivi. Ma il segreto è quello di veicolare sempre di più la conoscenza dell’eccellenza italiana in settori dove siamo in bassa classifica: ricerca, produzioni artistiche e culturali, scuola e lavoro”.

nella foto: Nando Pagnoncelli

credit foto: Francesco Mentonelli – Halleymedia, per Symbola

Redazione

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