Unione Cacciatori di Sardegna: 13 anni di impegno costante per la salvaguardia dell’ambiente

L’associazione guidata da Bonifacio Cuccu porta avanti una serie di attività legate alla protezione dell’habitat isolano, svolgendo funzioni di assistenza essenziali ai cacciatori sardi e in stretto contatto con le istituzioni

Rispetto per l’ambiente, attività fisica, passione per la flora e fauna selvatica: è questa la formula vincente dell’Unione Cacciatori di Sardegna e Bonifacio Cuccu, Presidente della più grande associazione venatoria dell’isola, racchiude in sé tutte queste caratteristiche. Cuccu guida un’organizzazione della quale fanno parte circa 10mila cacciatori – compreso un numero in crescita di donne – che dà assistenza per il disbrigo di varie pratiche burocratiche come, ad esempio, il rinnovo del porto d’armi. Con sedi su tutto il territorio regionale, l’Unione Cacciatori di Sardegna lavora nelle città di Cagliari, Carbonia, Bosa, San Gavino, Villanovafranca, Sassari, Nuoro e Olbia, mantenendo un rapporto stretto con tutte le realtà venatorie della Sardegna. “Prepariamo i corsi per l’abilitazione alla pratica della caccia e l’uso delle armi – spiega Cuccu – permettendo così la comprensione di uno strumento che, se utilizzato male, diventa pericoloso. Il vero cacciatore entra in simbiosi con l’ambiente circostante, perché la salvaguardia della natura è alla base della nostra attività”.

L’Unione Cacciatori di Sardegna, infatti, lavora in stretta collaborazione con le istituzioni, collaborando nella scelta del calendario venatorio, organizzando eventi di carattere sociale e incentivando la rimozione dei bossoli dai territori nei quali si pratica la caccia. “Durante l’incendio che ha colpito Sedilo, e che ha distrutto 2300 ettari, abbiamo aiutato le aziende locali donando loro del foraggio. In altre occasioni – ricorda Bonifacio Cuccu – siamo stati capaci di raccogliere fondi per le persone affette da dislessia. Ancora, abbiamo incentivato i giovani cacciatori alla realizzazione di foto sul territorio per mappare e poi raccogliere i bossoli, recuperandone circa 60 mila nella Provincia di Cagliari e 10 mila tra Oliena e Nuoro. Purtroppo non c’è abbastanza educazione in tal senso, e spesso nell’isola alcuni cacciatori dimenticano la fortuna di avere un territorio così bello e vasto, che va preservato: ecco perché mandiamo avanti continuamente campagne di sensibilizzazione. Ad esempio – continua il Presidente dell’Unione Cacciatori di Sardegna –  i bossoli in cartone sono migliori in quanto biodegradabili: balisticamente non cambia nulla, il prezzo è leggermente più alto ma i risultati sull’ambiente sono eccezionali”.

Tra le varie problematiche, anche questioni globali come il cambiamento climatico influiscono sull’attività venatoria. “Oggi la stagione della caccia inizia a settembre per finire a gennaio, con una serie di regole e disposizioni da seguire a seconda dell’animale. Il cambiamento climatico –  spiega il Presidente Cuccu – sta mutando le migrazioni: i tordi, che solitamente erano presenti nel primo mese dell’anno, ora tornano a febbraio o marzo”. Con una serie di implicazioni sull’attività venatoria. Il tema del bracconaggio sta a cuore al Presidente: “In percentuale, nel corso degli anni, è drasticamente diminuito, ma la crisi economica ha spinto diverse persone a riprendere la caccia anche delle specie protette: questo è un segnale importante su cui riflettere”. Così come è fondamentale rispettare i boschi e le foreste: “Gli animali sono abitudinari, sia i cinghiali che le specie volatili. A causa del continuo abbattimento delle foreste – afferma il Presidente –  l’animale ha perso il suo habitat, tanto da raggiungere la pianura, causando problemi nei centri urbani”. L’Unione Cacciatori di Sardegna, in quanto associazione venatoria riconosciuta dalla Giunta Regionale, lavora a stretto contatto con altre realtà importanti del settore come la Federcaccia e la CPA – Caccia, Pesca, Ambiente – e, insieme, si impegnano sul fronte della lotta alla peste suina e africana, vero e proprio flagello da almeno 50 anni. A tredici anni di distanza dalla nascita dell’associazione, l’Unione Cacciatori di Sardegna rappresenta un faro per i cacciatori dell’isola e un interlocutore prezioso per le istituzioni locali. “Amo la mia terra – afferma Bonifacio Cuccu – così come i  nostri associati: andando nei boschi proviamo una vera e propria sensazione di libertà. Se la caccia sparisse, perderemmo una mole di conoscenze eccezionali, nozioni che ereditiamo fin dalla preistoria e che, con impegno e passione, si sono tramandate fino ai nostri giorni”. L’unione Cacciatori di Sardegna è il custode ultimo di un sapere antico.

 

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Redazione

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