Attacchi dei cinghiali: manifestazione Coldiretti a Perugia

Centinaia di agricoltori hanno chiesto alla Regione Umbria di intervenire, consegnando un Documento

Grande manifestazioni di protesta lunedì 24 luglio a Perugia, in piazza Italia, da parte di centinaia di agricoltori della Coldiretti. Il ritrovo davanti alla sede della giunta regionale per protestare contro gli attacchi della fauna selvatica, a cominciare dai cinghiali, che distruggono coltivazioni e mettono a rischio la sicurezza stessa del territorio, rappresentando dunque un pericolo per tutti.

I manifestanti sono arrivati da tutta l’Umbria, con slogan come ‘Stop all’assedio delle campagne umbre’ e ‘Produciamo per i cittadini, non per gli animali selvatici’. Oppure ‘I cinghiali uccidono l’agricoltura’ e ‘Meno burocrazia, meno danni’.

I cinghiali – come rileva Coldiretti – provocano un milioni di euro di danni all’anno in Umbria, senza contare quelli indiretti e non denunciati. “Dal 2005, il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato, passando da 600 mila esemplari a oltre un milione nel 2015, anno in cui i danni alle produzioni hanno raggiunto complessivamente i 100 milioni di euro. Il numero dei cinghiali, in 10 anni, è passato da 25-30 mila a 75-80 mila”.

E’ stato presentato un documento, attraverso il quale si chiede di contenere la presenza di animali selvatici nelle aree in cui si svolgono le attività di coltivazione e allevamento, ribadendo la disponibilità alla collaborazione nelle attività di abbattimento. “E’ ormai inderogabile estendere al periodo primaverile – estivo, come già succede in altre regioni, la caccia al cinghiale in selezione”. Questo degli ungulati è un problema che provoca pure incidenti stradali.

Albano Agabiti, presidente di Coldiretti Umbria, ha detto: “E’ fondamentale che le istituzioni dimostrino di comprendere davvero la gravità della situazione con la volontà di utilizzare tutti i possibili strumenti di intervento, superando ogni complicazione di ordine burocratico. L’agricoltura e la zootecnica non possono continuare a subire danni: l’obiettivo dell’attività agricola, infatti, è quello di fare impresa, producendo per i cittadini e non per gli animali selvatici. L’indennizzo dei danni non è una misura risolutiva: occorre gestire il fenomeno per controllarlo e mettere in sicurezza il lavoro delle imprese che, diversamente, sono destinate a chiudere. Quella di oggi è la prima parte della mobilitazione, che si chiuderà alla risoluzione definitiva del problema. Occorre uno sforzo concreto e una volontà reale per invertire questa situazione da parte di tutti gli attori coinvolti, a cominciare dagli Ambiti territoriali di caccia, che devono mettere in campo azioni di intervento tempestive ed efficaci, con procedure uniformi sul territorio, anche per quanto riguarda la richiesta di indennizzo”.

Fernanda Cecchini, assessore regionale all’Agricoltura, e Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, hanno ricevuto il documento dalla mani di Albano Agabiti. Hanno assicurato massimo impegno, anche nel responsabilizzare tutti i soggetti interessati, a cominciare da quelli venatori. “Ci adopereremo immediatamente anche attraverso l’adozione di provvedimenti emergenziali” ha fatto sapere Marini.

Alessandro Pignatelli

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