Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, per la sua 30ma edizione, un omaggio al Novecento

Palazzo Corsini

Aprirà il 23 settembre l’edizione del trentennale della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, ospitata nella tradizionale sede di Palazzo Corsini, sul Lungarno fiorentino dove giungeranno quasi 3.000 opere, proposte da oltre 80 gallerie provenienti dall’Italia e dall’Europa.

La stessa sede, Palazzo Corsini, si presenterà “a nuovo”, con un allestimento originale che quest’anno è affidato a Matteo Corvino, noto interior designer e scenografo veneziano. “Il nuovo allestimento della Biennale sarà un mix di modernità ed eleganza – spiega Fabrizio Moretti, Segretario Generale della BIAF –  dopo lo straordinario lavoro di Pier Luigi Pizzi si è scelto di continuare il suo percorso con Matteo Corvino, che riuscirà, con il suo tocco magico, a rendere ancora più speciale uno dei palazzi più belli del mondo, Palazzo Corsini”.

Nei saloni barocchi i visitatori saranno accolti dall’inedito allestimento con  opere selezionatissime (e visionate da un’autorevole Commissione Scientifica internazionale – il cosidetto Vetting Commitee) che, da questa edizione, arriveranno sino alla fine degli anni Ottanta.

Tra le curiosità di gran livello, la Buca per le denunce segrete in marmo di Verona, opera seicentesca presentata dalla romana Galleria W. Apolloni. La Galleria Michel Descours proporrà Il ritratto dellattore teatrale Tiberio Fiorilli nel ruolo di Scaramouche di Pietro Paolini, appartenuto al fratello dell’attore. La Galleria Alberto di Castro esporrà un gruppo di importanti disegni inediti realizzati dalla Bottega di Luigi Valadier, preparatori per lesecuzione di un fregio della campana in bronzo della Basilica di San Pietro, mentre W&K Wienerroither & Kohlbacher presenterà una collezione di disegni di Klimt, tra i quali Uno studio per la celebre Salome. Sempre tra i disegni, ricordiamo uno Studio di nudo virile del Tintoretto, presentato da Enrico Frascione.

Carlo Orsi proporrà un commesso di pietre dure su ardesia realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze all’inizio del XVII secolo, che rappresenta Il ritorno dalla fuga in Egitto, con intarsi in avorio, acero, palissandro ed ambra; Dario Ghio esporrà Il cammeo con busto dellamato Luigi XIV che svela un volto davvero poco noto di colei che non solo lo ha posseduto ma anche finemente cesellato: la Marchesa di Pompadour.

In tema di pittura, l’offerta è straordinaria, con opere d’eccezione per qualità e provenienza. Segnaliamo da Colnaghi una serie di nature morte antropomorfe raffiguranti le stagioni di Giovanni Paolo Castelli detto Lo Spadino. Lullo Pampoulides, per la loro prima partecipazione alla Biennale, proporranno una bella Battaglia tra greci e romani di Livio Mehus; mentre la Galleria Cantore esporrà il riposo durante la fuga in Egitto di Orazio Samacchini, documentato in Collezione Giustiniani e nella Collezione Imperiale Hohenzollern poi. Nello stand di Giovanni Sarti segnaliamo una battaglia tratta da un episodio della vita di Giulio Cesare, del Maestro di Marradi, dipinta alla fine del 1400. La Galleria Lumina proporrà il ritratto di Orazio Piccolomini di Justus Suttermans, appartenuto alla Granduchessa Vittoria della Rovere. La Galleria Berardi punterà su Karl Brullov, principale artista russo dell’Ottocento al servizio di una delle committenze più prestigiose e presente anche in Italia, con il ritratto di Anataloy Demidov a cavallo.  La Galleria Antonacci-Lapiccirella presenterà una tela di Cagnaccio di San Pietro, uno dei maggiori iperrealisti italiani, la cui pittura delineata, compatta e precisa è quasi il manifesto del “Realismo Magico”. Il dipinto, La Lettera, 1925, ritrae due donne intente a leggere la propria corrispondenza, immerse in una luce ferma e rarefatta.

Capitolo a sé richiede la scultura, presente alla Biennale con esempi di livello molto alto.

Meheringer Benappi porterà a Firenze una scultura cinquecentesca di Giovanni Angelo Del Maino raffigurante San Giovanni Evangelista, mentre Giovanni Pratesi presenterà una scultura in marmo di Battista Lorenzi raffigurante Virtù che vince il vizio. Dalla Galleria Botticelli arriverà la terracotta di Benedetto Buglioni raffigurante Cristo Redentore del 1510/1520. Riccardo Bacarelli esporrà un ritratto di uomo in terracotta di Gaetano Merchi del 1783. Tomasso Brothers espone un bronzo di Massimiliano Soldani Benzi Ganimede e laquila. Mentre Altomani & Sons porterà a Palazzo Corsini un busto in porcellana bianca del Marchese Carlo Andrea Ignazio Ginori, modellato da Gaspare Bruschi per la Manifattura Ginori di Doccia alla metà del 1700. La Galleria Carlo Virgilio presenterà Endimione dormiente, un marmo di Carrara attribuito a Virgilio Aristodemo Costoli e la Galleria Orsini esporrà una coppia di sculture antropomorfe bifronti raffiguranti Antinoo-Osiride di ispirazione esoterico-massonica.

Per quanto riguarda gli arredi, Piva & C. esporrà una coppia di divanetti veneziani, laccati con motivi floreali della seconda metà del XVIII secolo; da Alessandra di Castro si potrà ammirare una coppia di comodini con alzata e inginocchiatoio realizzati a Roma nella metà del XVIII secolo.

Queste sono le prime anticipazioni di una Biennale per cui si respira un clima di attesa che non si viveva da almeno un decennio.

 

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Redazione

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