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Antonio di Giovanni “Industriale o artigianale, il parquet italiano di qualità è sempre la scelta migliore”.

Antonio di Giovanni “Industriale o artigianale, il parquet italiano di qualità è sempre la scelta migliore”.

Il mercato offre una infinita gamma di prodotti: dal parquet artigianale in legno massello ai parquet industriali prefiniti. Il titolare dell’azienda romana Di Giovanni Parquet ci guida all’acquisto e alla scelta del parquet migliore per la nostra casa o il nostro ufficio.

Antonio di Giovanni

Essere amanti del parquet non è difficile. Il legno è insostituibile. Sia nelle case moderne che nelle case più antiche, l’utilizzo del legno dà un effetto naturale. Psicologicamente ci mette in una condizione di relax. In sostanza, scegliere il parquet è come scegliere uno stile di vita. Il mercato ci offre una infinita gamma di prodotti, a partire da una prima scelta da fare: parquet industriale o parquet artigianale? “Dipende dall’utilizzo che se ne vuol fare – spiega Antonio Di Giovanni, il titolare dell’omonima azienda romana Di Giovanni Parquet – Le differenze tra l’uno e l’altro, tra il parquet cosiddetto prefinito (appunto industriale) e quello artigianale, in legno massello, vanno dalla struttura interna dei listelli, passando per la lavorazione, la messa in posa, la lucidatura, fino ad arrivare alla lamatura e alla scelta delle essenze legnose, che compongono l’uno e l’altro. Il parquet prefinito è un assembramento di legni diversi a più strati, ma non per questo è di qualità peggiore. Il parquet artigianale è legno grezzo che viene disegnato, dipinto e montato dall’artigiano. La prima fondamentale distinzione che va fatta a proposito di parquet è proprio nel legno che lo compone, sia nel primo che nel secondo caso”. Di Giovanni, forte della sua lunga esperienza e conoscenza del legno, aggiunge: “dagli anziani c’è tutto da imparare. Mio nonno, quando andavamo nel bosco, mi diceva sempre, mostrandomi alcuni tronchi di legno – quando sarai nonno tu queste staranno ancora qua – ed è così. Annusando un legno come il ginepro ad esempio, dopo 60 anni si riesce a sentire ancora l’odore del legno, è quasi indistruttibile. L’essenza di abete non può essere paragonato ad un rovere, che è il legno che ha fatto la storia del parquet. L’abete è un legno povero, va usato come tavolame e ha un tempo di durata limitata.  La scelta del legno, che caratterizza l’anima del nostro parquet, incide sulla durata.  Il parquet di Castel Sant’angelo dura ad esempio da trecento anni”. Allora meglio preferire il legno massello? “Non è detto, poiché, come già anticipavo, in commercio oggi ci sono ottimi prefiniti, in grado di mantenere tutto il fascino e le performance di resistenza del parquet tradizionale, superandone però gli svantaggi legati alla posa laboriosa e ai lunghi tempi di posa. Non è la durezza del parquet che conta ma la stabilità”. Dopo tanti anni di prodotto tradizionale, Di Giovanni si è adeguato ai tempi. Ai suoi clienti garantisce la qualità con il parquet di marchio Itlas, una azienda di  Cordigliano, in provincia di Treviso. “Per noi significa garanzia della qualità della produzione – conclude Di Giovanni – Tutti i pavimenti Itlas sono prodotti certificati e 100% Qualità Originale Italiana, perchè fabbricati interamente in Italia e costruiti con materiali naturali, ecocompatibili e di prima scelta. I tronchi vengono importati direttamente dall’azienda, la quale da sempre opera in prima persona per la ricerca e la selezione del prodotto. I pavimenti vengono progettati da designer esperti, secondo tecniche artigianali e moderne tecnologie. I nostri clienti sono sempre più che soddisfatti. E lo siamo anche noi artigiani del parquet. Ecco perché dico che scegliere un prodotto italiano e di qualità è sempre la scelta migliore”.

Redazione

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