Confindustria Macerata: strategie industriali innovative di industria 4.0

Continua il percorso “Industria 4.0” di Confindustria Macerata, volto all’affiancamento alle imprese del territorio su tecnologie, strategie e sviluppo. Il Convegno di Villa Colloredo a Recanati ha messo a fuoco eccellenze e linee guida per indirizzare le aziende verso la quarta rivoluzione industriale.

Grande affluenza di imprenditori al secondo evento organizzato dal Comitato Piccola e Media Industria di Confindustria Macerata presieduto da Domenico Ceci, in collaborazione con il Terziario Innovativo guidato da Chiara Ercoli.

“La quarta rivoluzione industriale – ha sottolineato Domenico Ceci – è una sfida da conoscere e da cogliere tenendo presente che competenze, persone e nuove generazioni devono collocarsi al centro”.

Chiara Ercoli ha evidenziato la complessità del periodo storico che rappresenta una sfida per le imprese di ogni settore e ancor più per il territorio locale, caratterizzato da imprese piccole, ma ricche di eccellenze e del saper fare: “L’imprenditore – ha detto la Presidente del Terziario Innovativo di Confindustria Macerata – è chiamato a confrontarsi in maniera globale e trasformare la propria strategia aziendale per restare competitivo. Ciò è possibile solo se si è in grado di individuare un modello di business adeguato per il mercato internazionale, innovazione e ricerca continua volta ad ottimizzare ‘ricorsivamente’ il prodotto e soprattutto il servizio offerto. Per far questo non si può prescindere dalla raccolta in tempo reale e l’elaborazione dei dati, interni ed esterni, all’azienda”.

“Siamo chiamati a guardare oltre la siepe”, è la sfida posta da Carlo Alberto Carnevale Maffè, della Bocconi, “uscire dalla singola fabbrica ed individuare un linguaggio comune per parlare con fornitori, clienti ed istituti di credito, un patto di ferro con i diversi attori volto alla creazione di un ecosistema digitale, trasparente, in grado di arricchire le imprese. Ricchezza non più caratterizzata da immobili o macchinari, ma dal software e all’interscambio dei dati”.

Parole chiave? Per Maffè: “’data is the new money’, essere cioè capaci di rispondere ad un mercato orientato ai servizi, e ‘Made to serve’, con il prodotto pensato per essere servito”.

Concetto ripreso anche da Alfonso Fuggetta del Politecnico di Milano e di Cefriel, il quale ha ribadito l’importanza dell’avere sistemi produttivi e prodotti intelligenti, che diventano infotelematici e scambiano dati. Con lo sviluppo di prodotti intelligenti, infatti, si possono creare servizi intelligenti, volti a creare valore aggiunto per il cliente e a stabilire un contatto diretto e continuativo tra azienda e cliente, favorendo riscontri, ottimizzazioni e magari ricavi continuativi nel tempo”.

“Grazie a questa digitalizzazione e ottimizzazione continua – ha precisato Fuggetta – Industria 4.0 evolve anche nella creazione di nuovi modelli di business, passando dalla vendita di un prodotto alla vendita di un servizio. Ma affinché questo avvenga, occorre però un cambiamento culturale forte dell’imprenditore e un insieme di persone con competenze trasversali in grado di far diventare reale questa trasformazione”.

L’importanza delle competenze è ritornato anche nella successiva tavola rotonda a cui hanno partecipato alcuni casi di eccellenza di Industria 4.0, tra cui Lorenzo Mandolesi della Fratelli Guzzini, Roberto Guglielmo di Novarese, Lorenzo Cacchiarelli di MAC, Enrico Friziero di T-Trade e Gianluca Loffredo di Arch Living.

In F.lli Guzzini è stato implementato un sistema di interconnessione dati nelle macchine di produzione, ponendo la massima attenzione all’interoperabilità e all’ottimizzazione dei processi aziendali, mentre in MAC si pone l’accento sull’importanza del processo e della filiera, sull’interoperabilità, ma anche sulla comunicazione in real time con i vari attori della filiera.

Novarese, dal canto suo rappresenta la PMI tipica del territorio marchigiano, basata nella conoscenza del fare, della qualità del prodotto artigianale, che oggi si trova ad affrontare la sfida del cambiamento, non solo generazionale, ma di processo e digitale. Novarese sta affrontando il tema 4.0 con un progetto pluriennale, applicando tecniche Lean per ridefinire i propri processi e per rispondere alle richieste sempre più alte dei grandi marchi suoi clienti.

T-Trade, invece, rappresenta un gruppo unico nel suo genere e leader nella progettazione e produzione di soluzioni complete per il confezionamento, l’etichettatura e la marcatura industriale: innovazione, flessibilità e personalizzazione sono le caratteristiche primarie che guidano le strategie di sviluppo dell’azienda che dimostra che fare Industria 4.0 è possibile anche per le PMI.

Il progetto 4.0 avviato riguarda la linea di produzione ponendo l’attenzione all’automazione e all’interconnessione delle macchine, per aumentare manutenibilità e sostenibilità, ottimizzando le logiche di progettazione 4.0 legate al “faster, cheaper, greener”.

Infine, ArchLiving, azienda nata a Ferrara formalmente nel 2011 dalla decisione dei soci di dare vita ad una società di ingegneria e che, grazie alla forte crescita, ha sentito il bisogno di creare la business unit BIM (building information modeling) e avviare una informatizzazione della gestione dei cantieri. Sono stati fatti diversi investimenti, sia in software che in hardware, in modo da rendere la realtà reattiva e flessibile, in grado di rispondere in tempo reale alla esigenze di mercato. Il settore dell’ingegneria non vive più esclusivamente delle sue attività caratteristiche, per poter crescere deve sapersi adattare rapidamente alle richieste dei committenti e acquisire nuove competenze.

Le conclusioni sono state a cura di Stefano Orlandoni di Confindustria Macerata che si è soffermato soprattutto sull’impatto occupazionale positivo di Industria 4.0 e sulle nuove figure professionali utili alle aziende che s’incamminano verso i principi della quarta rivoluzione industriale, una rivoluzione trasversale che tocca tutti i settori merceologici.

Redazione

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