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Antonella Paolucci “Noi medici accanto alle istituzioni per sensibilizzare i nostri pazienti alla prevenzione”

Antonella Paolucci “Noi medici accanto alle istituzioni per sensibilizzare i nostri pazienti alla prevenzione”

“Prevenire è meglio che curare. Un detto antico sempre valido, poiché curare una donna significa curare una famiglia, un’intera società”. Il direttore sanitario del Centro Prevenzione Donna di Terni, la ginecologa Antonella Paolucci, interviene sul tema della prevenzione all’indomani delle Giornate dedicate alla salute della donna su iniziativa del Ministero della Salute.

Antonella Paolucci - ginecologa

Le donne vivono più a lungo. Vivono più degli uomini. La longevità, statistiche e dati alla mano, premia le donne e il loro stile di vita, regalando loro da cinque a dieci anni in più. Secondo gli ultimi studi a livello mondiale, le donne sopravvivono, in media, fino a 84,5 anni e gli uomini fino a 79,4 anni. L’85% delle persone che raggiungono il traguardo delle cento candeline è donna. “Se è vero che noi donne viviamo più a lungo – afferma la ginecologa di Terni Antonella Paolucci – è altrettanto vero che non sempre viviamo bene, soprattutto nell’ultima parte della vita. E’ per questo che dobbiamo avere cura di noi da quando siamo piccole. In questo ci aiuta la prevenzione, che assume sfaccettature varie nelle diverse fasi della nostra vita”. La dottoressa Paolucci, che a Terni dirige una struttura polispecialistica incentrata sulla medicina di genere, il Centro Prevenzione Donna, spiega: “Prevenzione significa adottare una serie di misure per stare bene e per vivere meglio. Dal corretto stile di vita e gli screening che oggi la medicina consente di effettuare, alle vaccinazioni, ad esempio per l’HPV, utile per le donne e per gli uomini”. Sul versante istituzionale, il ministro Lorenzin ha pubblicato un calendario della salute che costituisce un vademecum utile ai cittadini grazie agli incontri, i dibattiti e soprattutto gli screening gratuiti che saranno effettuati su tutto il territorio nazionale. “Ma i primi a dover informare – aggiunge Antonella Paolucci – ad essere attenti osservatori dei nostri pazienti, a saper leggere in maniera corretta i campanelli d’allarme che i pazienti che visitiamo ogni giorno ci manifestano, dobbiamo essere noi medici. Seguendo i pazienti a volte lungo l’arco di una intera vita, come capita ad esempio nel mio studio, nel quale vengono donne ancora in fase adolescenziale, che accompagniamo quando sono in dolce attesa e ancora oltre fino alla menopausa, siamo noi i primi a dover fornire loro informazioni e accesso ad ogni strumento di prevenzione possibile, per facilitare la diagnosi precoce di eventuali patologie. Informare e comunicare correttamente è un obbligo istituzionale e deontologico, un dovere che è insito nella professione di medico”.

 

Redazione

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