Un test per scoprire la nostra età biologica e prevenire l’invecchiamento

Si chiama Longevity Score. “Grazie ad un piccolo prelievo di sangue sul dito - spiega il cardiologo romano Valerio Sanguigni – il test ci consente di conoscere lo stato ossidativo e la capacità antiossidante del nostro organismo, che non sempre coincidono con l’età anagrafica, per mettere in campo le strategie utili vivere meglio e più a lungo”.

Valerio Sanguigni, cardiologo e docente universitario

Oggi si tende ad un allungamento della vita, ma anche all’inevitabile invecchiamento della popolazione. Considerando l’indice di vecchiaia in Italia, e cioè il rapporto tra popolazione over 65 e popolazione in età lavorativa (cioè tra i 15 e i 64 anni), ogni 100 persone in età lavorativa ci sono 33,1 persone oltre i 65 anni. Un indice, nel nostro Paese, tra i più alti al mondo.
A prescindere dall’età anagrafica, esiste l’età biologica e cioè l’invecchiamento delle nostre cellule e dei nostri organi che, oggi, è più semplice contrastare e prevenire grazie al  Longevity Score. “Si tratta di un test innovativo – spiega il professore Valerio Sanguigni, cardiologo e docente di Medicina interna all’Università di Roma Tor Vergata – che si basa sulla valutazione dello stato Redox del nostro organismo, ovvero dello stress ossidativo e della capacità del nostro corpo di contrastarlo, correlata alla funzionalità delle arterie, grazie al potenziale antiossidante che varia da soggetto a soggetto”. In tutti gli organismi viventi esiste un delicato equilibrio tra la produzione di radicali liberi e la loro eliminazione grazie ai sistemi di difesa antiossidante. Lo stress ossidativo è appunto la rottura di questo equilibrio. La produzione di radicali liberi può aumentare per svariate cause, come inquinamento, stile di vita, alimentazione, alcool, fumo, stress psico-emotivo, malattie, infiammazioni, infezioni, farmacoterapia.  Per vivere a lungo e soprattutto vivere meglio, occorre allora prevenire l’invecchiamento o contrastarlo con soluzioni personalizzate.
“Sono da sempre molto affascinato dalla longevità – aggiunge Sanguigni – L’invecchiamento e la morte preoccupano gli uomini da oltre 5.000 anni. Riscontro tale preoccupazione quotidianamente anche tra i miei pazienti. Riuscire a gestire la longevità significa innanzitutto comprendere lo stato effettivo di salute di ognuno di noi, ridurre al minimo i rischi di incorrere in patologie, acute e croniche, legate al trascorrere dell’età, infine intervenire in modo adeguato nel correggere errori comportamentali, da un lato, e predisposizioni genetiche, dall’altro”.
Il test Longevity Score si esegue in modo semplice, veloce, indolore. Basta una puntura sul dito per un piccolo prelievo di sangue che verrà analizzato e correlato (mediante un algoritmo speciale) con un altro esame che valuta il  grado di vasodilatazione delle arterie(endopat). Il punteggio di longevità fornirà al cardiologo elementi utili per conoscere la nostra reale età (non anagrafica ma biologica) e suggerire al paziente percorsi terapeutici e nutrizionali specifici per invecchiare bene, sia in soggetti “sani” che in soggetti già affetti da patologie croniche, come ad esempio ipertensione o diabete.

 

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Redazione

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