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La sicurezza in fase progettuale: l’importanza del fascicolo con le caratteristiche dell’opera nella vita di un immobile

La sicurezza in fase progettuale: l’importanza del fascicolo con le caratteristiche dell’opera nella vita di un immobile

Un documento obbligatorio ai sensi del Testo Unico per la sicurezza che deve essere predisposto in fase progettuale e che contiene tutte le informazioni utili alla prevenzione e protezione dai rischi delle misure di sicurezza in dotazione all’opera e di quelle ausiliarie: «Un specie di manuale d’uso e manutenzione - spiega Giancarlo Vitali, presidente vicario di APC LAVORI IN QUOTA AIAS che ogni amministratore di condominio o proprietario deve ricevere ed avere a portata di mano per far eseguire in sicurezza le attività di manutenzione previste ed indicate sull’opera».

Giancarlo Vitali

Può essere considerato come la «carta di identità e il manuale d’uso » del fabbricato, pensata per la regia e la gestione della sicurezza dell’immobile. Garantire la sicurezza degli addetti ai lavori di manutenzione sulla copertura  e di chi vive l’immobile tutti i giorni è lo scopo del fascicolo con le caratteristiche dell’opera, un documento fondamentale nella gestione dell’immobile , obbligatorio nel processo di realizzazione dell’opera e in occasione dei successivi interventi. Un fascicolo che deve essere sempre consegnato all’amministratore del fabbricato o al proprietario e da prendere in considerazione quando sono necessari interventi di manutenzione successivi sull’opera, di fatto un obbligo di legge stabilito dal D.Lgs 81/08 smi ma che ancora oggi è un documento sconosciuto per molti amministratori di condominio, di proprietari e di conduttori degli immobili.

«Il fascicolo è obbligatorio predisporlo già in fase progettuale contestualmente al PSC (Piano di sicurezza e coordinamento) e chiama in causa sia il coordinatore per la progettazione sia quello per l’esecuzione  dei lavori che dovrà poi adeguare il fascicolo a seguito di modifiche intervenute – spiega Giancarlo Vitali -. L’importante è che alla fine dei lavori sia sempre consegnato all’amministratore o al proprietario perché il fascicolo segue per tutta la vita l’edificio anche in caso di cambi di proprietà».

Il punto critico è che oltre alla non consapevolezza dell’obbligo nel processo di produzione viene posta la sola attenzione in una fase progettuale dove il fascicolo viene predisposto ma non viene mai completato durante la realizzazione dell’opera o dei lavori. «Al termine dei lavori gli organi competenti non ne effettuano il controllo se viene elaborato – prosegue Vitali -. Anche i notai non ne verificano la presenza e consegna al committente in quanto non rientra nel loro protocollo. La sconcertante realtà e conclusione che ad oggi pochissime sono le opere dotate del fascicolo con le caratteristiche dell’opera».

 

 

Redazione

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