Pronta, o quasi, Alfa Romeo Alfetta 2018

L’ammiraglia della casa del Biscione entrerà nei salone alla fine dell’anno. Il suo mercato? Cina e Stati Uniti.

Il condizionale, ma piccolo, però, è d’obbligo: sarà l’Alfetta 2018 la nuova vettura che uscirà dalle linee di produzione della Fiat direttamente per competere sul mercato nella gamma alta oggi occupata esclusivamente da Mercedes Classe E, BMW Serie 5 e Audi A6; potrebbe dare un lustro internazionale che al momento la casa guidata da Marchionne non ha. Il mercato, anzi i mercati, di riferimento, sono essenzialmente due: la Cina e gli Usa, dove ancora il gradimento per le vetture di elevate dimensioni è elevato ma anche quello tedesco, da sempre affezionato alla Alfa Romeo, sarà di grande interesse. La Alfetta 2018 sarà in definitiva l’ammiraglia della Fiat, sviluppando una lunghezza di cinque metri per due di larghezza, un’auto che vuole raccogliere l’eredità della 164, l’ultima “grande” della casa automobilistica italiana. Il nome Alfetta 2018 è comunque provvisorio e non è ancora nemmeno chiaro quale sarà la sua cilindrata anche se non si dovrebbe discostare molto dalla Giulia, per con qualche cavallo in più. L’assenza della Fca nel settore di gamma alta era il suo vero tallone d’Achille, che però ora si sta colmando oltre che con l’ipotizzata Alfetta 2018 ma anche con la “Alfa Romeo Stelvio” e la “Maserati Levante”, che stanno ottenendo ottimi risultati di vendita che si attestano, per la Maserati, sulle quindicimila unità, che si pensa possano addirittura raddoppiare nel 2017. Buone notizie anche relativamente allo stabilimento Fca che sarà impegnato nella costruzione dell’Alfetta 2018: quasi sicuramente quello di Mirafiori, che avrà con questo anche un adeguato rilancio occupazionale.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”