Il mercato immobiliare tra dati contrastanti.

Aumento delle vendite ma abbassamento dei prezzi delle case: una contraddizione.

I numeri non riescono a chiarire il trend della compravendite di abitazioni in Italia: l’Istat fa sapere, infatti, che le compravendite complessive sono aumentate, nel 2016, del 18% rispetto all’anno precedente ma che ancora si è lontani dai tempi precrisi. Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, che è l’organizzazione storica dei proprietari di case, rileva che anche il grande carico fiscale che si abbatte sulla casa frena lo sviluppo del mercato. Il Presidente Spaziani Testa ricorda, in una sua apparizione in tv, anche che, rispetto al 2011, l’ultimo anno “decente”, il mercato immobiliare sconta ancora un meno quattordici per cento, e che la “ripresina” registrata dall’Istat è solo un parziale recupero del tracollo precedente. Aumentano le transazioni ma contrariamente a quello che si potrebbe pensare, in Italia e a Cipro, tanto per dare un paragone, il costo complessivo delle abitazioni continua a scendere, aumentando il disappunto di chi opera nel settore. “E’ il frutto, appunto, delle politiche sulla casa, che viene tassata in modo forte e che non dà spazi per gli investimenti nel settore”. Insomma gli aumenti delle compravendite sono dati da chi vuole comprarsi una prima casa, agevolato in ciò dai bassissimi tassi di interesse per i mutui ma proprio il carico fiscale scoraggia chi vuole investire sul mattone: “E scoraggia anche il mercato degli affitti, che è molto complicato in Italia” dice ancora il presidente dei Confedilizia, mercato che sarebbe comunque necessario per fornire abitazioni a particolari tipologie di famiglie. Le cause? La parte della tassazione non è l’ultima, e a proposito Spaziani Testa ha invitato il presidente del consiglio Paolo Gentiloni nell’approntare il Documento economico e finanziario, a tenere conto di questi aspetti; ma è anche una dissennata politica di costruzioni di nuovi appartamenti, che vanno a riempire spazi di terreno agricolo, che sempre più viene sottratto alle coltivazioni. Più abitazioni e meno possibilità di vendere: in qualche zona gli immobili sono diventati addirittura incommerciabili. Perché i comuni fanno sempre costruire? Con gli oneri di urbanizzazione riescono a finanziarsi addirittura la vita stessa degli enti locali e mal volentieri passano al recupero dell’esistente, che sarebbe molto produttivo per le imprese, che si specializzerebbero, molto economico in quanto si avvarrebbe di strutture esistente e farebbe rifiorire i centri storici italiani, spello belli ma abbandonati.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”