Solo tremila sono gli euro che si possono tenere in casa

Da quasi un anno uno strumento matematico “tiene” i conti dei cittadini.

Ormai, da quasi un anno, l’Anagrafe dei conti correnti controlla con attenzione scientifica qualsiasi movimento di denaro che avviene nelle banche. Da allora il Fisco viene a conoscere direttamente di qualsiasi versamento, qualsiasi bonifico che i cittadini effettuano, riesce a guardare il saldo finale, le spese medie di tutto l’anno mettendosi nella mani di un algoritmo molto sofisticato, elaborato da scienziati italiani. Con quel sistema matematico lo Stato va alla scoperta degli evasori e a sentire i proclami del Fisco di questi giorni, anche con risultati eccellenti.
E non si può più nemmeno invocare il classico materasso, dichiarare che non si ha fiducia nelle banche e che i soldi uno se li tiene a casa: la Legge di Stabilità ha indicato in tremila euro la quantità di contante che si può tenere nel portafogli, una cifra che si può tranquillamente, si fa per dire, prelevare allo sportello senza doverne fornire giustificazioni. E’ ovvio che se un contribuente emette un bonifico per 100.000 euro necessario all’acquisto di una casa, l’algoritmo pone questa operazione in “attenzione” senza una segnalazione. E’ altrettanto ovvio se dopo qualche tempo si dovesse prelevare una somma analogamente sostanziosa, il Fisco potrebbe, e lo farà di sicuro, chiedere spiegazioni sul come e sul dove dei soldi. Ma è sempre l’algoritmo a tenere i rapporti con i cittadini perché sembra “capire” davvero quando un prelievo ( ma anche un versamento) è al di fuori della norma. Un consiglio? Tenere comunque una qualche ricevuta anche per le operazioni più piccole, come quella, per esempio di un regalo in contanti ad un figlio. Potrebbero essere entrambi convocati dalla Finanza per delle spiegazioni.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”