Grande lavoro di Governo e Sindacati per la modifica dei voucher

Si cerca di ripristinare lo spirito originario di uno strumento adatto per i lavori straordinari.

Gli obiettivi sono addirittura due: riportarli allo spirito originario e “disinnescare” il prossimo referendum. Ecco perché nel Governo Gentiloni si sta lavorando a testa bassa per la riformulazione della legge sui “voucher”, strumento nato per far emergere il lavoro nero ma che ha aperto una voragine, dove è caduto anche quel lavoro che nero non era. La “mission” dei voucher era e rimane, uno strumento da usare per il lavoro accessorio e occasionale”. Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha affermato che gli esperimenti di tracciabilità messi in campo dagli esperti, per evitare abusi, sembrano aver dato risultati soddisfacenti anche se il “range” è ancora modesto ed il tempo della nuova sperimentazione molto breve. Anche i sindacati si trovano d’accordo sulla linea del Governo e la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, si è dichiarata disponibile a “ritirare” il referendum se il Governo escluderà alcuni settori del lavoro dalla utilizzazione dei voucher e che funzioni davvero per le forme pensate tempo fa. Per gli altri sindacati, Cisl e Uil, c’è da fare in fretta la sua riforma per evitare di andare alle urne, cosa che potrebbe anche portare a risultati impensabili.
La Legge Biagi è l’ispiratrice dei voucher nati per retribuire i lavori occasionali con degli strumenti semplici che avessero in sé anche i versamenti contributivi e le garanzie assicurative: spesso si pensa alla raccolte dell’uva ma tanti, tantissimi lavori, soprattutto giovanili, possono rientrare in questa casistica. Da una buona idea si è poi passato ad una generalizzazione che ha creato molto lavoro precario e tolto allo Stato una grande fetta di contributi erariali e previdenziali, tutto il contrario dell’idea originaria.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”