La “terza classe” per gli aerei è realtà. Negli Usa.

Un tentativo da parte delle grandi compagnie aeree di contrastare le lowcost.

Non è una terza classe come si incontrava nei treni del primo Novecento o come quella che erano obbligati a frequentare gli emigranti, ma poco ci manca: adesso si chiama “Basic Economy” è stata introdotta nel mondo del trasporto aereo dalla Delta, compagnia americana che ha “bruciato” le concorrenti. Tra poco comunque arriverà anche su United Airlines e American Airlines. E’ la risposta, quasi obbligata alle lowcost, per essere flessibili per ogni esigenza, sperando con questa soluzione, di poter aumentare i coefficienti di riempimento degli aerei. Per adesso s’è pensato ad introdurle nelle tratte brevi, dove la mancanza di alcuni degli elementi caratteristici del volo aereo, come il catering, è sopportabile senza grossi sacrifici da parte dei viaggiatori. Comunque, chiunque volesse una bibita diversa da un bicchiere, piccolo, d’acqua dovrà pagare in contanti. E non potrà nemmeno scegliere il posto, che dovrà essere “conquistato” come si fa generalmente quando si sale su alcuni aerei lowcost. Altre limitazioni previste: niente imbarco per i bagagli e nemmeno un posto sulla cappelliera. Ogni passeggero potrà salire con un piccolo contenitore da sistemare sotto il proprio sedile. Ovviamente si potranno richiedere più servizi, come quello di portare valige più grandi, ma si dovrà poi pagare un supplemento. Sarà una soluzione efficace? Riusciranno, le grandi compagnie, mantenendo lo stesso nome a contrastare il successo crescente delle tariffe a basso costo? E’ una scommessa ma davvero importante, forse anche vitale dal momento che la quota di mercato conquistata dalle lowcost è in continua ascesa. Intanto i biglietti sono posti in vendita a prezzi davvero stracciati a meno del cinquanta per cento del prezzo pieno per essere davvero appetibile.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”