Il distretto dello “Sportsystem” di Montebelluna

Centinaia di società che producono gran parte delle calzature sportive del mondo

Il distretto si è fatto solo, azienda dopo azienda. Alla cinquecentesima impresa che ruotava intorno all’industria delle scarpe sportive, anche le istituzioni si sono resi conto che a Montebelluna, in provincia di Treviso, e nei comuni lì intorno, era nato spontaneamente il “Distretto delle scarpe sportive”, riconoscendolo ufficialmente. E tra poco, se il trend dovesse continuare, potrebbe anche diventare la capitale mondiale della calzatura da sport, primato che viene conteso a Portland, cittadina degli Usa che ospita la Nike. Va registrato che purtroppo la manifattura, le fabbriche, se ne sono andate quasi tutte, alla ricerca di costi di produzione più bassi, sviluppando complessi industriali in Romania,Indonesia, Vietnam, Cina e molti altri ma rimanendo in maniera forte a Montebelluna per quanto riguarda la direzione e lo sviluppo tecnologico. Ed ora si contano quasi undicimila addetti, su 1.350 imprese che fatturano un miliardo e seicento milioni di euro, in crescita di quasi il cinque per cento. Alcuni dei marchi che operano e prosperano a Montebelluna hanno una valenza mondiale come Geox, Diadora, Lotto, Tecnica, Rossignol e molti altri. Insomma queste aziende hanno così sviluppato i loro centri di ricerca di alta tecnologia che anche altri marchi, altri brand, gli si rivolgono per sviluppare i propri prodotti. La storia è molto semplice: qui nacquero alcune fabbrichette che si legarono, in maniera previdente e futuristica, a personalità importanti nel mondo dello sport come l’austriaco Toni Sailer oppure Zeno Colò, che primeggiava con la Nordica, campioni che hanno decretato il lancio.
La speranza è che alcune delle condizioni che avevano portato alla delocalizzazione dall’Italia delle fabbriche siano state ora abbattute e che si possa favorirne il ritorno di qualcuna di loro, perché il territorio se ne possa giovare in quanto i numero degli addetti, sommando le imprese, è da capogiro perché arriva a quasi centomimila adetti.

«I punti di forza che hanno determinato il successo del distretto montebellunese – spiegano gli imprenditori – sono connessi ai caratteri distintivi dei distretti produttivi: la presenza di una comunità locale ben integrata, con frequenti rapporti interpersonali tra i soggetti locali; l’accentuata divisione del lavoro tra le imprese e la scomponibilità in fasi del processo produttivo (accanto alle universalmente conosciute ditte con marchio e alle multinazionali, operano Pmi a conduzione familiare e una miriade di produttori di materiali o componenti per calzature, che costituiscono il cosiddetto indotto); il legame tra piccoli produttori e mercati esterni di sbocco; le continue innovazioni tecnologiche-organizzative; il know how degli imprenditori locali, dei modellisti e dei creativi, al quale ricorrono molte aziende straniere e che ha decretato la competitività a livello mondiale del Made in Montebelluna

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”