I saldi stanno partendo: i commercianti incrociano le dita.

Negozi e centri commerciali alla prova dei ribassi invernali.

Via ai saldi, via alla speranza per i commercianti di rimpinguare il proprio bilancio all’inizio del nuovo anno, di liberarsi di stock improduttivi e cercare di rinnovare ancora una volta il guardaroba. La previsione della ConfCommercio è di una spesa di cinque miliardi e trecento milioni di euro in Italia, che è pressappoco la stessa dell’anno passato. Oggi sono stati avviati i saldi in Basilicata e Sicilia mentre domani sarà la volta della Valle d’Aosta; il cinque gennaio in tutte le altre regioni sarà affisso il cartello “Saldi”.
L’Ufficio Studi di Confcommercio ha stimato che ogni famiglia in questo periodo spenderà circa trecentoquarantaquattro euro per l’abbigliamento. E’ quella dei saldi la grande speranza dei commercianti, dopo che il periodo della tredicesima non è stato all’altezza delle aspettative anche perchè a ridosso del Natale, i consumatori guardano sempre con maggiore insistenza ai saldi. Tra l’altro anche se ufficialmente la stagione dei ribassi non è scattata, si assistono da almeno quindici giorni ad azioni promozionali occulte, un po’ in tutti i settori, proprio per la necessità dei commercianti di attirare nei propri negozi nuovi acquirenti e di fare cassa. I commercianti non sono soddisfatti di come stanno andando le cose perché ritengono di essere la statua di vetro in mezzo all’elefante dello Stato, con le sue tasse, ed il consumatore, che ha sempre più possibilità di scelta, non ultima quella determinata da internet che sta erodendo i ricavi nei negozi. A tutto questo si aggiunge una situazione politico economica non delle migliori, con il terrorismo, la disoccupazione, che smonta una parte della voglia dei consumatori di entrare, e spendere, in un negozio.

Marcello Guerrieri

Esercita la professione di giornalista da oltre trent’anni: ha esordito con la cronaca locale per la redazione ternana de il Messaggero, per la quale ha anche curato, per un lungo periodo, pure gli aspetti sindacali ed economici delle aziende della provincia di Terni. Collabora tuttora col giornale romano. Ha seguito sin dall’inizio, l’evoluzione dei nuovi media, curando numerosi siti come quello di “Terninrete”