Le multinazionali aumentano in Italia

Ma anche le grandi aziende italiane vanno all’estero

Secondo i dati Istat le multinazionali hanno incrementato la loro presenza sul territorio italiano. Negli ultimi tre anni la crescita è stata del 3%, mentre gli occupati sono stati in percentuale il 4,7% in più. Le imprese che sbarcano in Italia provengono principalmente da paesi dell’Unione europea ma è forte anche la presenza di aziende degli Usa.

Spesso le multinazionali arrivano per rilevare società italiane, inglobarle e così ripartire con un nuovo progetto di sviluppo. E visti i numeri lo sanno fare piuttosto bene. Il fatturato è superiore ai 500 miliardi di euro (+ 6,2% rispetto al 2013), il valore aggiunto sfiora i 100 miliardi (+5,1%).

Una caratteristica delle multinazionali estere che in parte le differenzia dal tessuto industriale italiano, è la loro propensione a investire in ricerca e sviluppo, che ha visto in tre anni un aumento del 10,6%.

I settori più proficui sono quelli dei servizi e il comparto farmaceutico. La vocazione internazionale naturalmente favorisce le esportazioni, che pesano per oltre un quarto nel computo totale delle esportazioni italiane.

Ma le grandi imprese italiane non sono da meno, e negli ultimi anni, come strategia di risposta alla crisi, sono state capaci anch’esse di investire all’estero con risultati molto soddisfacenti in media, visto che il fatturato è cresciuto del 15% in più rispetto alle imprese concentrate sul solo territorio italiano.

L’Italia con le sue imprese multinazionali ha visto crescere la sua presenza soprattutto in Brasile, Stati Uniti e Cina. Tra le motivazioni che danno i manager delle aziende c’è naturalmente la possibilità di accedere a nuovi mercati, lo sviluppo di prodotti innovativi, il costo della manodopera o l’accesso a nuove conoscenze tecniche da spendere per allargare il proprio business.

Redazione