I turisti scelgono il web per i viaggi

Ma l’offerta rimane incompleta

Alcuni settori, abbiamo imparato a capirlo da questa crisi che sembra allontanarsi e poi ritorna come un’ombra, sono tornati al segno più, per altri è tempo ancora di magra. Tra i primi va annoverato senz’altro il comparto turistico che sta crescendo nel 2016.

Secondo l’Osservatorio innovazione digitale nel turismo del Politecnico di Milano, una quota importante dei ricavi turistici passa per il web. Dei 52 miliardi di euro stimati, oltre 10 (dunque 1/5) provengono dai canali digitali, cui ricorrono orami sempre più spesso strutture alberghiere di ogni genere.

Il settore complessivamente dovrebbe chiudere il 2016 con un +3%, mentre il solo digitale con l’8% in più rispetto al 2015. Numeri da favola per un’economia che è tra le prime in Italia. Ma cosa viene prenotato dai turisti online? Principalmente un volo aereo e in genere i trasporti (treni, navi): +9% nel 2016; meno gli alberghi e i pacchetti viaggio, per i quali molti fanno ancora ricorso all’agenzia.

Secondo gli analisti del Politecnico di Milano esiste tuttavia un’asimmetria tra consumatori e offerta. Di fronte a una domanda sempre più esigente e versatile, i siti di marca italiana non sono spesso in grado di soddisfare pienamente la domanda. Non basta dunque alle strutture creare un semplice sito, andrebbe coltivato un rapporto più stretto con il cliente. Anche dopo l’avvenuta prenotazione. La ricerca mostra come appena il 23% delle strutture contatti chi ha prenotato online a ridosso della vacanza.

Un altro problema non da poco sono i sistemi di pagamento. Meno del 50% degli agriturismi e dei B&B accettano carte di credito o prepagate. Un paradosso visto l’ampio utilizzo che se ne fa al giorno d’oggi, e la sempre maggiore sicurezza garantita.

Infine l’esperienza di customer satisfaction non è così diffusa. Non vengono promossi i giudizi e il report sulle vacanze passate, così come non viene prestata attenzione al monitoraggio della rete. E nonostante questi limiti da superare, le cose vanno più che bene.

Redazione