L’industria italiana mette il turbo in estate

Dati positivi, ma non riguardano tutti i settori

I dati Istat di agosto 2016 sono sorprendenti per quanto riguarda la produzione industriale. La crescita è dell’1,7% sul mese di luglio e di ben il 4,1% sullo stesso mese dell’anno precedente. È il miglior risultato da cinque anni a questa parte per il settore. Inoltre, è ben oltre le attese degli analisti, alcuni dei quali addirittura prevedevano una frenata.

Ciò dimostra, al di là della professionalità di ricercatori di istituzioni ed enti, come alcune stime sul Pil e sugli indici dei vari settori siano in realtà difficilmente pronosticabili con un buon grado di sicurezza, soprattutto in una stagione che ancora vede a braccetto crisi e nuova crescita.

Alcuni comparti, leggendo i dati nello specifico, crescono molto più di altri; l’industria delle macchine e degli altri mezzi di trasporto segna un +19,2%, la metallurgia +13,6%. Più modesta ma comunque importante la crescita dei beni intermedi (+3,1%) e dell’energia (+1,4%). Altri settori invece hanno subito una brusca battuta d’arresto: attività estrattiva -17,7%, prodotti farmaceutici -5,3%, industria tessile -5%, beni di consumo (-1,3%).

Come è evidente, sono segnali in controluce, che riguardano un solo mese, e che contraddicono altri dati, meno positivi. La stima sulla crescita del Pil nel terzo trimestre dovrebbe comunque essere dello 0,1% sul trimestre precedente.

Secondo il Codacons, il dato sulla produzione industriale diffuso non basta a parlare di ripresa dell’economia e dell’industria. L’aumento giunge infatti dopo mesi in cui la produzione industriale ha segnato cali costanti rispetto al 2015. Risulta necessario attendere l’andamento dei prossimi mesi per valutare se l’industria italiana abbia iniziato una vera ripresa o se il dato di agosto sia solo un fulmine a ciel sereno”.

Roberto Rosati

Appassionato di comunicazione in tutte le sue forme, da oltre 20 anni si occupa professionalmente di quella aziendale.

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