Amazon accorcia la settimana lavorativa

Dopo le polemiche al via la sperimentazione delle 30 ore

Per il momento è solo un esperimento, riservato a poche decine di lavoratori a tempo pieno (40 ore settimanali). Il gigante dell’e-commerce Amazon vuole forse far fronte alle polemiche accese nei mesi scorsi da alcuni lavoratori, che ebbero l’apice con un lungo reportage del “New York Times” che denunciava condizioni di lavoro massacranti (fino a 70-80 ore settimanali).

Fatto sta che la sperimentazione a 30 ore, una sorta di via di mezzo tra tempo pieno e part-time è un modello che potrebbe imporsi nel prossimo futuro presso le grandi aziende. Per i lavoratori, nel caso di Amazon, rimarrebbero gli stessi benefici contrattuali dei dipendenti a tempo pieno, mentre la retribuzione verrebbe ridotta di un 25%, proporzionale dunque alle 2 ore in meno al giorno di lavoro (6 anziché 8).

Probabilmente, sostiene il “Washington Post”, l’accorciamento della settimana lavorativa viene incontro anche ad altre esigenze dell’azienda, tra cui un clima lavorativo più stimolante, un lavoro centrato sempre più sugli obiettivi, e una interazione tra uomo e macchina che prevede per il primo una maggiore funzione di controllo dell’attività meccanica ed elettronica altrimenti svolta dalle macchine (pensiamo alla novità delle consegne con droni).

In Italia tuttavia Amazon, come dichiarato dalla stessa proprietà, è pronta al maxi investimento per un centro simile a quello di Piacenza vicino Roma (autunno 2017), con un piano di assunzioni di oltre 1.000 risorse entro i primi tre anni di attività.

Redazione