La prospettiva di un mercato unico digitale

L'Italia rimane indietro ma sta migliorando

In un’intervista al “Sole 24 Ore”, il responsabile per il mercato unico digitale della Commissione Europea, l’italiano Roberto Viola, sostiene la necessità di un mercato digitale unico tra i paesi europei, con una diminuzione delle tariffe roaming e un intervento forte, già sollecitato più volte, sul cosiddetto geoblocking (il limite di utilizzo di alcuni servizi imposto dalle società; ad esempio il nostro Sky Go non funziona oltre i confine nazionali).

Prendendo in esame le aziende italiane, Roberto Viola descrive una situazione di luci e ombre. Il grado di digitalizzazione delle piccole e medie imprese italiane sta migliorando, con la diffusione ad esempio dei sistemi cloud. Tuttavia siamo molto lontani dal livello iper tecnologico dei paesi del Nord Europa, dove le connessioni Internet sono tutte a banda larga e più potenti delle nostre (anche se il governo italiano ha fatto in merito più di una promessa in tal senso).

Entrando nello specifico di alcuni settori, come quello del turismo, un aspetto che sottolinea Viola è la mancanza di un investimento da parte di alcuni operatori. In molti alberghi italiani, a differenza di quelli europei, il servizio di wi-fi non funziona sempre al meglio, così come le descrizioni o le immagini postate sui siti di prenotazione non sono spesso all’altezza.

Per il responsabile europeo, non si può nemmeno pensare di affidare tutto il lavoro online ai grandi aggregatori come Amazon, eBay o Booking. Le imprese dovrebbero essere capaci in certi casi di vendere in proprio, senza ricorrere sempre a terzi. In questo senso “uno sportello delle imprese per il commercio elettronico può essere una misura molto utile”, afferma Viola.

Redazione